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Sanità

Pronto soccorso di Arezzo, il no del sindacato infermieri Nursind all'affidamento esterno di codici minori e accoglienza

Bando della Asl Toscana sud est: la presa di posizione del segretario Claudio Cullurà

Giovanni Falorni

23 Febbraio 2026, 16:08

Claudio Cullurà

Claudio Cullurà

Pronto soccorso di Arezzo, il sindacato infermieri Nursind dice no all'affidamento esterno di accoglienza e codici minori. "Il messaggio - sottolinea il segretario Claudio Cullurà - per noi è grave, perché certifica che il servizio pubblico sta abdicando al privato, dal momento che non è più in grado di mantenere adeguati livelli di servizi e di assistenza".

"La delibera numero 131 del 9 febbraio - si legge in una nota del sindacato delle professioni infermieristiche - della quale non è stata fatta preventiva informativa alle organizzazioni sindacali, prevede la gestione in convenzione del servizio di accoglienza e codici di accesso minori presso il pronto soccorso dell'ospedale di Arezzo durante le 12 ore diurne, sette giorni su sette. Il bando, del valore di 570 mila euro, è riservato alle associazioni di volontariato e prevede l'utilizzo di personale 'con esperienza significativa da impiegare anche all'interno del pronto soccorso'."

"Un bando che ci preoccupa - spiega Cullurà - perché di fatto esternalizza il servizio e al tempo stesso non fa alcuna menzione al tipo di personale che sarà utilizzato per tale servizio. L'incontro del direttore generale con i sindacati di comparto e la dirigenza, che doveva essere convocato prima della pubblicazione della delibera e non dopo, non è stato chiarificatore. Anzi ha fatto aumentare dubbi e perplessità. Di fatto ci siamo trovati di fronte a una proposta preconfezionata, senza nessuna possibilità di confrontarci prima con l'Azienda".

"Quali saranno le figure che andranno a gestire il servizio? - chiede il segretario del sindacato Nursind - Cosa si intende con esperienza significativa? Come verranno impiegati questi 570 mila euro, data la natura del volontariato? Di chi sarà la responsabilità reale della presa in carico dei pazienti?"

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