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Castiglion Fiorentino

Emanuele Petri, una mostra permanente nella stazione della sparatoria con le Br: progetto di Polizia e Comune

Luca Serafini

02 Marzo 2026, 23:57

Emanuele Petri

Ricordato Petri, fiori per la signora Alma

Una mostra permanente nella sala d'attesa della stazione ferroviaria di Castiglion Fiorentino per ricordare per sempre Emanuele Petri e come lo Stato grazie al suo sacrificio poté estirpare le trame delle nuove Brigate Rosse. Il progetto è stato annunciato ieri dal questore di Arezzo Cristiano Tatarelli durante la cerimonia per il 23esimo anniversario della sparatoria sul treno interregionale 2304 nella quale perse la vita il sovrintendente capo della Polfer.

Tatarelli ha sottolineato il valore di quel sacrificio ed il gesto degli altri due poliziotti, Giovanni Di Fronzo e Bruno Fortunato.

Le nuove Br che seminavano morte e odio ideologico furono fermate seppur a prezzo del sangue di Petri.

Per evitare rigurgiti di violenza occorre tenere allenata la memoria, ecco l'idea della mostra con foto e spiegazioni, da realizzare negli spazi dello scalo ferroviario oggi automatizzato, comunque luogo di transito per molte persone, pendolari, turisti, studenti.

Il sindaco Mario Agnelli porterà avanti l'idea, condivisa con l'assessore alla cultura Massimiliano Lachi, e che il prossimo anno potrebbe essere realizzata.

Una bella iniziativa per preservare la memoria di quel giorno che ieri davanti alla stazione è stato celebrato con la corona di alloro deposta davanti al monumento, dal sottosegretario all'Interno, onorevole Nicola Molteni.

"Il volto di Petri è il volto autentico della Polizia" ha detto Molteni. "Basta fango sulla polizia. Aggredire un poliziotto significa aggredire un uomo, un marito, un padre, ma anche aggredire lo Stato e le istituzioni", ha aggiunto condannando anche le forme di oltraggio che delegittimano le forze dell'ordine.

Molteni ha anche affermato: "Chi sbaglia paga, l'errore di uno non può macchiare gli altri" riferendosi a chi disonora la divisa con comportamenti negativi.

Il vice capo della Polizia di Stato, il prefetto Carmine Belfiore: "È un ricordo che abbiamo impresso nella nostra memoria, un episodio drammatico che ha segnato la storia e la fine delle nuove Brigate Rosse, perché poi è stato possibile dare nome e cognome ai responsabili". Ed ha apprezzato l'idea della mostra permanente in stazione.

Una cerimonia partecipata, ieri, con tanta polizia (anche il questore di Perugia, Dario Sallustio, e il direttore della Polizia ferroviaria Massimo Improta), molti politici e amministratori, gente comune e ragazzi delle scuole.

Il sindaco baby di Castiglion Fiorentino, Adele, ha spiegato la pace ed ha emozionato tutti con immagini semplici ed efficaci come "il profumo del mare", "un abbraccio", "ascoltare gli altri", "piantare un seme insieme".

Il sindaco Mario Agnelli, che ha accolto le autorità e donato un mazzo di fiori ad Alma, ha spinto molto sul concetto di andare oltre le date delle celebrazioni: anche il 3 marzo - ha detto - la gratitudine verso Petri deve essere la stessa del 2 marzo, e così ogni giorno.

"Sono passati 23 anni, ma per me è come se Lele fosse uscito di casa questa mattina", ha detto Alma con la sua semplice, dolorosa e dignitosa umanità.

Sul momento delicato per chiunque indossi una divisa, Alma dice: "Avendo un figlio in polizia (Angelo, nella Polfer anche lui ndr) lo vivo tutti i giorni, alle volte è un po' sconfortato, altre volte va meglio, però la divisa va onorata sempre, sempre e comunque".

A inizio mattinata a Camucia partecipato e denso incontro, con molti giovani, nel parco intitolato al poliziotto. "È importante ricordare. Senza memoria non siamo niente. Dobbiamo ricordare che c'è stato un uomo che quel giorno ha sacrificato la sua vita anche per la nostra libertà", ha concluso Alma con un sorriso di nostalgia e di speranza.

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