Arezzo
Idoneità alla guida, tema importante
“Ho guidato l'auto e la moto per nove anni fuorilegge. Ammetto questa cosa e la voglio raccontare, perché possa essere di aiuto per evitare situazioni analoghe che rappresentano un rischio per se stessi e per gli altri”.
Autore della confessione è un automobilista aretino, sessantenne, che ha contattato il Corriere di Arezzo per rendere pubblica la sua vicenda, legata a questioni di salute e circolazione stradale. Un tema sul quale merita riflettere, tanto più dopo la tragedia di Milano dove un malore ha fatto perdere il controllo al conducente del tram, con due vittime e decine di feriti, oppure la storia di Helenia, la ragazza aretina di 29 anni, morta nel 2019 perché il conducente di un veicolo, con problemi di ipertensione e poi con diagnosi di Osas, andò a schiantarsi sulla sua macchina: è stato assolto, ma il caso ora pende in Cassazione.
“Nel 2017 ho avuto un infarto lieve con degenza in cardiologia e applicazione di uno stent, poi sono stato dimesso, ho ripreso rapidamente una vita normale, prendo la cardioaspirina e mi controllo”, inizia a raccontarci l'automobilista con le carte cliniche in mano. Preferisce non esporre nome e cognome e ci tiene a sottolineare che non dà la colpa a nessuno, in caso solo a se stesso. “Ho continuato tranquillamente a guidare auto e moto, non avendo ricevuto indicazioni perentorie sulla necessità di sottopormi a visite di idoneità alla guida e non avendo io, per negligenza, approfondito la materia” prosegue.
“Il 30 luglio mi scade la patente, che non mi è stata mai sospesa, e in questi giorni, solo per una coincidenza, ho capito di non essere in regola, perché avrei dovuto sottopormi ad una valutazione di idoneità, secondo la legge. Perché una volta uscito dall'ospedale in quel lontano 2017 dovevo andare a dichiarare la patologia, con l'apposito modulo, anche se la scadenza della patente indicava il 2026. Ma non l'ho fatto. Così ho parcheggiato l'auto e la moto e non guido più”.
Il racconto va avanti: “Ad aprile ho l'appuntamento con la commissione medico legale, preceduta da tutto ciò che occorre, con visita cardiologica intramoenia ed elettrocardiogramma e la compilazione del modulo dove vanno indicate certe patologie”.
Solo il mese scorso, l'automobilista ha avuto la percezione che per tutti questi anni si è messo al volante in modo irregolare. “Sono andato alla commissione per un'altra cosa, il rinnovo del permesso per il parcheggio autorizzato per gli invalidi, e lì il medico legale, alla luce della mia situazione ed anche perché era passato lui stesso da una vicenda analoga, mi ha detto che dal 2017 io ho guidato illegalmente. Perché in presenza di un problema come quello che ho avuto, si deve passare dalla commissione, con idoneità verificata periodicamente. Il fatto è che non lo sapevo. Non mi ero posto il problema e forse lo Stato potrebbe fare qualcosa di più, al momento della dimissione e dopo una diagnosi. Il mio documento non è stato mai sospeso, nessuno ha mai eccepito nulla e qualora mi avessero fermato, dal controllo sui terminali non sarebbe emerso nulla di anomalo. Dovevo essere io ad auto sospendermi ma non ci ho proprio pensato”.
Ecco, il nodo è proprio questo. Per una serie di casi clinici e patologie, sta al cittadino fermarsi e mettere via l'auto. Come si farebbe, è ovvio, con un braccio o una gamba rotta, condizione nella quale, da codice della strada, è vietata la guida di un veicolo. Ma questo vale anche per un problema cardiaco come quello accusato dal nostro automobilista per quanto la fase acuta sia stata superata e tutto fili liscio senza problemi particolari. “Premesso che la legge non ammette ignoranza, e che sono in difetto io, credo che su questo argomento forse occorre più chiarezza, che magari ci siano delle comunicazioni dagli uffici sanitari, dai medici, perché altrimenti c'è il rischio, come avvenuto a me, che uno si rimetta a guidare senza farsi troppe domande, in attesa della scadenza naturale della patente. Dovevo tutelarmi e tutelare gli altri, ma non mi è scattata in automatico questa cosa. Senza considerare, poi, un altro aspetto molto importante: in caso di un sinistro, l'assicurazione, alla luce dei fatti, non ti copre e ti fa rivalsa per la mancata idoneità alla guida”.
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