IL CASO
Polizia municipale
In attesa del Tar di Firenze. Sono ore decisive per il concorso a comandante della Polizia Municipale. Soprattutto per le prove orali che i 23 candidati dovrebbero - condizionale - affrontare a partire da lunedì 9 marzo.
La spada di Damocle pende da un mese. Da quando il Dipartimento Polizia Locale, Coordinamento Provinciale di Arezzo del Csa, lo scorso febbraio presentò il ricorso sul merito e sui requisiti che venivano chiesti per accedere al bando.
Ieri c’è stata la discussione a Firenze. Il Comune di Arezzo aveva chiesto la sentenza semplificata, accettata anche dall’avvocato Alboni che segue il sindacato che ha presentato il ricorso. Ma il Tar non ha accettato la forma semplificata proprio per la complessità dell’argomento. E quindi ieri mattina si è discussa la sospensiva.
L’ordinanza sulla sospensiva dovrebbe arrivare in queste ore. Ma che cosa succede nel caso che il Tar decidesse di dare la sospensiva? Le prove orali che dovrebbero - a questo punto il condizionale è d’obbligo - cominciare lunedì verrebbero annullate e tutto dovrebbe ripartire daccapo.
Ma, anche se il Tar dovesse respingere la sospensiva e quindi le prove andare avanti, ci sarebbe la seconda parte. Quella della discussione sul merito e in quel caso i tempi si allungano. Tanto che il nuovo comandante della Pm potrebbe sì entrare in servizio, ma chiudere anche in anticipo se il Tar dovesse dare parere favorevole sul merito.
Insomma una vicenda complicata. Anche perché non c’è solo la sentenza del Tar, ma anche quella della Corte dei Conti e di Anac (Autorità anticorruzione) alle quali si è rivolto il consigliere comunale e candidato a sindaco Michele Menchetti. Anche Menchetti, nell’esposto presentato, punta il dito sui tempi di pubblicazione del bando e sui requisiti di partecipazione richiesti definiti “troppo generici”.
E dunque che cosa succede se il concorso dovesse fermarsi? A quel punto l’incarico passerebbe al vice comandante Massimo Milloni, considerato che il comandante Aldo Poponcini andrà in pensione il prossimo 16 marzo? In questo caso dovrebbe essere il sindaco a decidere tramite un provvedimento formale. Ma è anche vero che comandante e vice sono legati e nel momento in cui decade il primo, decade anche il secondo. Una situazione più che delicata in un momento altrettanto delicato per la città e per i prossimi appuntamenti. Uno, tra l’altro che arriva presto: il referendum. E poi le elezioni, il Saracino. Insomma un anno non facile.
E tutto per i requisiti all’interno del bando che “non prevede - il contenuto del ricorso - quale requisito di partecipazione, l’esperienza specifica maturata in ambito di Polizia Locale o di altre forze di Polizia. Inoltre, alla stessa esperienza specifica non è stato attribuito un punteggio adeguato, visto che incide solo per massimo di 6 punti su un totale di 100. Il tutto in un contesto in cui lo stesso Regolamento di Polizia Municipale del Comune di Arezzo, a conferma della particolare importanza del ruolo, prevede che il Comandante debba essere persona ‘di comprovata esperienza con riferimento ai compiti affidati ed alla complessità fisica, socio economica ed organizzativa del Comune di Arezzo’”. Il Tar deciderà.
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