Arezzo
Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini
In sintonia da una vita, anche stavolta Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini devono muoversi all'unisono. E devono anche ascoltare la loro base, quei cittadini che li seguono e sono pronti a sostenere la loro lista civica. Il bivio non è da poco e richiede lucidità. Alla svelta. Accendere il disco verde oppure no alla richiesta esplicita avanzata dal centrodestra per stringere un'alleanza elettorale. Proposta fatta direttamente da Francesco Macrì, del partito perno, FdI, ma con il consenso degli alleati. Offerta a Comanducci la candidatura a sindaco di Arezzo.
Ma, nello stesso tempo, viene sollecitato un atteggiamento ben più morbido rispetto a quello dei precedenti approcci dove le istanze dei civici Comanducci e Gamurrini erano alte su ruoli come vice sindaco e partecipate di livello. Va trovata, se c'è volontà e margine, una saldatura. Calma e gesso, passi prudenti e misurati per non far cadere la cristalleria: è un po' questa l'immagine che descrive il percorso del centrodestra. Nel giorno delle mimose ancora l'ufficialità di Comanducci non è fiorita. I due si devono vedere. Si parla di Gamurrini di rientro ad Arezzo da un viaggio e di pausa di riflessione che non potrà essere troppo lunga perché di giorni alla presentazione delle liste ne mancano 46, dato che il voto è poi fissato per il 24 e 25 maggio. Tutti i partiti del centrodestra, i civici di Ora che hanno in Lucia Tanti la punta di diamante e quelli di Arezzo al centro, vicini all'avvocato Piero Melani Graverini, sono con il fiato sospeso.

A Comanducci manca l'ultimo sì: quello di Gamurrini. Per la coalizione ripartire da capo con il valzer dei candidati di bandiera e perdere un pezzo di consenso cittadino sul lato Comanducci-Gamurrini è lo scenario da evitare. Un piano B unitario c'è? Un pressing su Graverini? Intanto la percezione è che l'ex assessore della prima giunta Ghinelli che dette impulso al turismo e innovazione, goda di un certo appeal spendibile in campagna elettorale. Imprenditore del marketing e dell'intelligenza artificiale, aretino doc, ha buone carte da giocare e il confronto con Vincenzo Ceccarelli dell'alleanza progressista si preannuncia tosto, e con Marco Donati altro super civico, idem. In campo ci sono anche Michele Menchetti degli indipendenti e i comunisti di Alternativa Comune che schiereranno una donna candidato sindaco.
Intorno a Comanducci apprezzamento anche di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Cristiano Romani era stato subito chiaro la scorsa settimana: no all'operazione Beppe Angiolini Sugar (naufragata) e sì a Comanducci. Il nome, insomma, che potrebbe evitare anche l'erosione di voti nell'ultra destra. Tutto fa. Intanto mentre Donati gira in lungo e in largo il territorio con le sue liste, in clima partita da tre anni, Ceccarelli nel centrosinistra lavora col suo gruppo per mettere a frutto esperienza e competenza accumulate in decenni di attività istituzionale. Propone la sua immagine di solidità e conoscenza: uno che, dice, potrebbe mettere subito in campo un'amministrazione a tutto gas senza collaudo iniziale. Me nel centrosinistra, anche dopo le esternazioni di Luca Fanfani con marcata presa di distanza dall'attuale Pd, c'è chi rimpiange occasioni perse per strada: Franco Vaccari, oppure il ticket Donati-Stefano Tenti o Donati-Ceccarelli. Qualcosa che potesse allargare e dare più aria ed ampiezza alla coalizione canonica.
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