Lunedì 23 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Arezzo

Ucciso per amore, il fratello: "Ragazzo d'oro. Il lavoro, i progetti, la pesca". Video del delitto in mano alla polizia. L'omicida davanti al gip

In carcere interrogatorio del 35enne arrestato dopo aver sparato al rivale. E' accusato di aver premeditato l'esecuzione

Luca Serafini

23 Marzo 2026, 00:14

Omicidio di Olmo

Gjergj Pergegaj e il luogo del delitto

Mio fratello era un ragazzo d’oro. Siamo distrutti dal dolore. Io, i miei genitori e le mie sorelle non riusciamo a credere a quello che è successo. È terribile. No, non si può morire così”.

Bekim piange. Parla a fatica, travolto dalla commozione. È il fratello minore di Gjergj Pergegaj, il giovane muratore ucciso alle 23,30 di venerdì 20 marzo davanti al ristorante pizzeria di Olmo, a due passi dalla rotatoria. Una specie di esecuzione, secondo il pm Emanuela Greco che contesta l’omicidio premeditato al connazionale 35enne, incensurato, preso dalla polizia dopo il fatto di sangue. Avrebbe ucciso per amore: una donna contesa. Reo confesso, l’uomo stamani alle 9 sarà davanti al gip Claudio Lara che si reca nel carcere per la convalida dell’arresto.

C’è un video in mano alla squadra mobile. Le telecamere puntate sulla strada hanno ripreso l’agghiacciante scena: si vedrebbe l’arrivo in auto dell’omicida, B.E., che esplode i quattro colpi di pistola verso Gjergj appena sceso dall’auto. Non c’è un diverbio tra i due, un litigio, un contatto. Poi il corpo del 29enne (il 19 aprile avrebbe compiuto gli anni) si accascia in una pozza di sangue, mentre i testimoni restano con gli occhi sgranati: tra loro ci sarebbe anche la donna per la quale sarebbe avvenuto il delitto. Lavora nel locale.

Mio fratello era dipendente di una ditta di costruzioni, era in Italia da quattro o cinque anni” riprende il fratello di Pergegaj. “Sognava di crearsi una sistemazione e un futuro qui ad Arezzo, amava tanto la pesca, quella era la sua grande passione”.

Bekim ha la voce spezzata: “Con lui ci siamo visti un quarto d’ora prima che succedesse quello che è successo. Ci siamo trovati a San Marco davanti al venditore di panini. Io ne ho mangiato uno, lui mi ha detto che non aveva fame. Era stanco, sarebbe tornato a casa. Era sereno, ci siamo salutati, nulla che potesse far pensare a qualcosa di strano. Invece poi...”

Il fratello della vittima aggiunge: “Gjergj non ha mai avuto problemi con la giustizia, nulla a che vedere con certi giri, era pulito, pulitissimo”.

L’omicida, albanese pure lui, lo conoscevano entrambi. Gjergj e la ragazza erano stati assieme. Una relazione sentimentale. Come fosse adesso il rapporto tra di loro, questo il fratello non lo sa. La polizia è sempre più convinta che la molla dell’omicidio stia proprio nei motivi passionali, gelosia per quella giovane che adesso pare fosse vicina al 35enne B.E., anche lui dipendente dell’edilizia. Ma ogni cosa deve essere messa a punto dal pm Emanuela Greco. Non si sa se l’omicida oggi parlerà o se invece si avvarrà della facoltà di non rispondere. Gli viene contestata anche la premeditazione, pertanto rischia una pena molto pesante, fino all’ergastolo. Il suo difensore è l’avvocato Luca Turchetti, accorso l’altra notte in questura quando il magistrato ha posto le prime domande a B.E., ricevendo riposte non del tutto convincenti.

L’arrestato è stato trovato a Rigutino, sotto casa dove abita con i familiari, in macchina. Era tornato là dopo i colpi di pistola. Stava telefonando al 112 per costituirsi. Con sé aveva la pistola Glock usata per sparare, risultata provento di un furto messo a segno ad Assisi un anno fa. B.E. girava con l’arma in tasca, carica, senza porto d’armi e questo, insieme al video, fa ritenere alla procura che ci siano fondati elementi per contestare la premeditazione. Vedremo quale sarà l’orientamento del giudice.

Mio fratello, non appena possibile, verrà riportato in Albania, per il funerale” conclude Bekim, che a Frassineto abita nella casa dove fino a venerdì c’era anche Gjergj. “Questo per noi è un momento difficilissimo, aspettiamo che venga chiarito tutto e che ci sia almeno giustizia”.

Il pm Greco si accinge a disporre l’autopsia sul corpo. Fatali due dei tre colpi a bersaglio, al petto e al collo del 29enne (un quarto proiettile ha colpito la vetrina del locale). Il muratore è crollato sull’asfalto senza potersi difendere, raggiunto a bruciapelo dal rivale. L’arrestato nelle primissime dichiarazioni ha escluso il movente passionale, ma è la pista principale. I poliziotti della Mobile guidati da Davide Comito sono al lavoro per mettere insieme le tessere del mosaico del delitto che ha fatto fiorire una primavera bagnata di sangue nello snodo viario di Olmo alle porte di Arezzo.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie