Arezzo
Omicidio di Olmo, l'avvocato Turchetti e la vittima
L'omicida di Olmo non ha risposto alle domande del giudice nell'udienza di convalida dell'arresto che si è svolta in carcere ad Arezzo, questa mattina lunedì 23 marzo alle 9. "È molto provato, si è avvalso della facoltà di non rispondere", ha detto l'avvocato Luca Turchetti uscendo dalla casa circondariale di via Garibaldi dove il 35enne albanese, B.E., è rinchiuso. Il difensore dell'omicida lascia intendere che l'interrogatorio del suo assistito verrà eventualmente reso più avanti.
Il pm Emanuela Greco ha sollevato per lui, reo confesso, l'accusa di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione per aver freddato a colpi di pistola il connazionale, Gjergj Pergegaj, 29 anni.
Una sorta di esecuzione avvenuta alle 23,30 davanti alla pizzeria ristorante di Olmo: tre proiettili esplosi senza una precedente lite hanno attinto il giovane alle parti vitali provocandone il decesso immediato.
Una donna contesa - presente la notte del fatto di sangue - sarebbe secondo gli inquirenti alla base del delitto.
Il giudice delle indagini preliminari, Claudio Lara, si è riservato la decisione su convalida (che appare scontata) e sulla misura cautelare (idem) ma sarà interessante il contenuto della sua ordinanza proprio rispetto all'aggravante che in sede processuale può portare fino all'ergastolo l'entità della condanna.
Il fatto che non ci sia stato diverbio, provocazione o altro, e che B.E. fosse uscito con la pistola (provento di un furto di un anno fa ad Assisi) depone per l'omicidio organizzato. Ma tutto deve essere chiarito.
Il 35enne fu arrestato dalla squadra mobile a Rigutino, dove abita. Stava chiamando il 112 per farsi prendere.
La vittima viveva a Frassineto. I due, incensurati, con lavoro nell'edilizia, regolari sul territorio, risultano estranei a giri criminosi. Ci sarebbe stata rivalità per una ragazza.
In giornata è attesa la decisione del gip.
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