Bibbiena
Il procuratore Dito all'asilo di Soci (foto Rai Tgr Toscana)
Lavori di messa in sicurezza dell'asilo nido di Soci dove il 12 novembre 2025 morì il piccolo Leo, due anni e mezzo, soffocato da un ramo al quale si era impigliato con la felpa mentre giocava. Dopo le verifiche effettuate, l’Asl ha trasmesso alla Procura gli interventi necessari per il dissequestro e quindi della riapertura della struttura. La Procura di Arezzo ha incaricato la cooperativa K2B di eseguire gli interventi, che dovrebbero consentire una riapertura nel giro di un paio di mesi. Il sindaco di Bibbiena, Filippo Vagnoli, in una nota spiega che i lavori consistono prevalentemente in "opere di manutenzione e messa in sicurezza degli ambienti interni, degli arredi e delle aree esterne". Nella comunicazione pubblica, Vagnoli scrive che "alla luce di tali indicazioni, l’Amministrazione comunale ha provveduto ad adottare apposito atto amministrativo (Determinazione n. 563 del 18/03/2026), con il quale è stato disposto ordine di servizio alla cooperativa affidataria, finalizzato all’esecuzione degli interventi richiesti. In data 20 marzo 2026, si è inoltre tenuto un incontro con le famiglie dei bambini iscritti al servizio, alla presenza della Giunta comunale e di circa venti genitori, nel corso del quale sono stati illustrati in modo puntuale gli sviluppi intervenuti e le conseguenti determinazioni operative".
Per quanto riguarda l’incontro il Sindaco riporta questi aspetti: “Con i genitori presenti è stato condiviso il cronoprogramma degli interventi finalizzati alla riapertura del nido nella sede originaria, stimato in circa due mesi, subordinatamente ai necessari passaggi autorizzativi connessi allo stato di sequestro dell’immobile; è stato altresì rappresentato il percorso relativo all’eventuale attivazione di una sede alternativa temporanea presso il plesso “Mencarelli”, per la quale si stima un tempo di realizzazione pari a circa tre-quattro mesi, tenuto conto degli adeguamenti tecnici richiesti; è stata ribadita la volontà dell’Amministrazione di procedere in via prioritaria verso la riapertura del servizio nella sede originaria, mantenendo al contempo attivo, in via prudenziale, il percorso alternativo”.
Vagnoli conclude dicendo: “Nel corso dell’incontro è stato inoltre confermato il metodo di confronto continuo con le famiglie, attraverso aggiornamenti periodici sull’avanzamento delle attività. L’incontro si è svolto in un clima di dialogo e ascolto, nel quale l’Amministrazione ha rappresentato con trasparenza il quadro complessivo e le tempistiche ipotizzate. Resta ferma la piena collaborazione dell’Amministrazione comunale con l’Autorità giudiziaria per quanto di competenza, nonché la prosecuzione del lavoro tecnico-amministrativo in raccordo con Azienda ASL, istituzioni scolastiche e Regione Toscana”.
Sulla vicenda la procura della repubblica di Arezzo ha aperto un fascicolo con cinque persone indagate, educatrici, con ipotesi di reato l'omicidio colposo. Per la chiusura dell'inchiesta manca il deposito della relazione dell'autopsia. Nei giorni scorsi il medico legale ha eseguito un sopralluogo all'asilo.
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