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L'incidente del 4 agosto

Morti in ambulanza, la mamma di Giulia incontrerà il camionista della strage in A1 che deve scontare 5 anni in carcere

Dopo il patteggiamento (il trasportatore guidava e si filmava) per lo scontro con tre vittime, parla il presidente della Misericordia

Luca Serafini

12 Aprile 2026, 07:02

Incidente A1

Le tre vittime dell'incidente in A1

Ci siamo sentiti con i familiari delle vittime e abbiamo scelto di non commentare il patteggiamento a cinque anni di carcere per il camionista che ha causato la strage del 4 agosto.

Patrizio Italiano ha il tono della voce pacato e solenne che sintetizza lo spirito autentico della Misericordia di cui è il governatore a Terranuova Bracciolini: aiutare gli altri.

Il giorno dopo la sentenza del giudice di Arezzo per Fabio M., 59 anni, l'autotrasportatore che guidava il tir mentre si filmava col cellulare e causò tre morti, nell'associazione colpita dalla tragedia, “una ferita aperta”, il dolore viene portato con dignitoso rispetto. “No, nessuna considerazione, la giustizia fa il suo corso. E un giorno la mamma di Giulia” ci confida Italiano “vorrebbe conoscere il camionista che causò la strage”. Un gesto misericordioso. “Per chiudere il cerchio di questa storia che fa terribilmente male a tutti”.

Una brutta, bruttissima storia. Costata la vita a Giulia Santoni che aveva 23 anni, la volontaria che sognava un futuro da infermiera e ha ricevuto l'attestato postumo di formatrice per i nuovi volontari della Misericordia, Gianni Trappolini, autista dinamico, 56, e Franco Lovari, 75, il paziente trasportato nell'ambulanza schiacciata nella carambola innescata dal tir.

“Gianni per me era come un fratello, Giulia come una figlia e anche Lovari, la cui figlia è anch'essa nel volontariato, fa parte della grande famiglia della Misericordia come la definì in quei giorni il presidente delle Misericordie d'Italia Domenico Giani”, prosegue Italiano. Che aggiunge: “Non esprimiamo giudizi sul patteggiamento, ci siamo affidati alla legge e preferiamo tutti insieme tenere un atteggiamento discreto. Preferiamo sottolineare ancora una volta che la Misericordia è una comunità che si adopera per gli altri, per fare del bene”.

Il presidente della Misericordia di Terranuova, Patrizio Italiano

Il pensiero torna a quella maledetta mattina. “Li vidi prima che partissero per il servizio con l'ambulanza” prosegue il Governatore, “poi mentre mi trovavo ad una cerimonia fui informato dell'incidente”.

Fu uno choc. Uno schianto causato, è emerso, per la condotta di guida scorretta, sconsiderata e pericolosissima dell'autotrasportatore. Guidava il bisonte della strada carico di ghiaia e con il cellulare si girava video. Non vide il rallentamento di fronte a sé, i mezzi fermi: andò a infrangersi a velocità elevata su chi gli stava davanti. Accusato di omicidio stradale plurimo con “colpa cosciente”, ha patteggiato e per lui si apriranno le porte del carcere, come ha annunciato il suo avvocato Massimo Rabagliati.

Mentre la giustizia fa il suo corso, la Misericordia di Terranuova Bracciolini, da parte sua, oltre a piangere i propri cari assieme alle famiglie, auspica misure di sorveglianza e di sicurezza più adeguate, auspica corretti stili di guida, e continua a fare il suo lavoro di aiuto e di prossimità nella vita di ogni giorno. Facendo memoria delle vittime del 4 agosto.

“La nostra sede è intitolata a Giulia e Gianni, nel luogo dell'incidente contiamo di poter posizionare, il prossimo agosto, un cippo con i nomi delle care vittime: abbiamo chiesto il permesso a Società Autostrade. Intanto ci sono a ricordo le bandiere, magliette, fiori e lo spazio viene tenuto pulito dai volontari”, spiega Italiano.

Le iniziative si susseguono, con al centro la Misericordia, struttura sana e ben organizzata, capace di attrarre tanti giovani ai corsi di primo soccorso. “Come i due di 21 e 27 anni” conclude il governatore Patrizzio Italiano “che nei giorni scorsi sono stati provvidenziali nell'intervenire su un 52enne colpito da infarto al quale hanno salvato la vita”.

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