Giovedì 07 Maggio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Arezzo

Cane Choco investito dall'automobilista e ucciso, caso archiviato: non c'è reato, manca il dolo

Indagini chiuse, manca la prova della volontà di ammazzare l'animale: "Incidente". Sanzione amministrativa per la fuga

Luca Serafini

07 Maggio 2026, 05:51

Il cane Choco

Il cane Choco

La Procura archivia il caso di Choco, il cane investito e ucciso da un automobilista in via dell'Acropoli ad Arezzo. Non è dimostrabile che il conducente del veicolo abbia travolto intenzionalmente l'animale per eliminarlo: più verosimile, secondo la Procura, che si sia trattato di un fatto colposo, accidentale, che però non è previsto come punibile dal codice penale quando la vittima è un animale. Quindi non c'è reato. Quanto alla fuga dal luogo dell'investimento, effettivamente avvenuta, è perseguibile, ma come sanzione amministrativa.

È questo l'esito dell'inchiesta diretta dal pm Marco Dioni e svolta dalla polizia della Questura di Arezzo sulla fine del meticcio di 14 anni che Leonardo Magi aveva adottato al canile. Un episodio avvenuto la mattina di Pasquetta, che turbò la città e rimbalzò come notizia ovunque. Quel lunedì, 6 aprile, l'uomo passeggiava con Choco quando avvenne l'investimento che gli inquirenti hanno ricostruito in base al racconto e ai rilievi. Choco sarebbe stato libero dal guinzaglio. Dai presunti movimenti dell'investitore, dell'animale e del pedone, non sarebbe emersa una condotta dolosa dell'automobilista. Un incidente. L'invito a fermarsi, la decelerazione, l'accelerazione e l'urto fatale per il povero cane, morto tra le braccia del proprietario mentre l'automobilista fuggiva senza prestare soccorso.

Dopo la denuncia, scattò l'indagine e non mancarono la grande solidarietà verso Magi, le prese di posizione di associazioni animaliste. La vicenda finì sulle tv nazionali. Prima della fine di aprile, poi, ci fu l'annuncio sui social da parte del cittadino: l'individuazione della macchina grigia. Ma la svolta vera, l'iscrizione nel registro degli indagati di qualcuno, non c'è mai stata. Motivo: l'assenza di elementi per portare a giudizio qualcuno (e poi chi era alla guida?) per un reato contemplato dal codice penale. L'uccisione colposa di un animale, accidentale, non è perseguibile. Per dimostrare che sia stata volontaria serviva altro, che la Procura non ha individuato.

L'esito dell'inchiesta potrebbe far discutere. Spetta comunque al gip chiudere definitivamente il caso dopo aver valutato la richiesta di archiviazione del pm. Intanto dal dolore del proprietario del cane, che ha esternato la sua versione e la necessità di giustizia, è nata la Fondazione Choco. Obiettivo: dare voce a cani uccisi da pirati della strada, sensibilizzare e prevenire. “Essere la voce di chi non ne ha”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie