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L'intervista

Andrea Biagiotti: "Chiesi a mia mamma dove potevo fare teatro e lì inizio tutto". Albertazzi, la carriera e la moto

L'attore, regista e insegnante racconta come cominciò a recitare. Gli spettacoli la Libera Accademia e il prossimo progetto

Sara Polvani

10 Maggio 2026, 23:16

Andrea Biagiotti

Andrea Biagiotti

Andrea Biagiotti, attore, regista e insegnante di recitazione, tra i fondatori della Libera Accademia del Teatro, si racconta.

- Come nasce la sua passione per il teatro e la regia?

Ricordo molto bene quel momento, fu una sensazione forte, direi fisica: frequentavo la prima superiore e la scuola ci portò a vedere uno spettacolo, che si chiamava “Augusto Augusto Augusto”. L'ambientazione del testo era in un circo e la compagnia decise di rappresentarlo proprio nel tendone di un circo. Restai completamente rapito per tutta la durata dello spettacolo, come in una sorta di trance, una forte sensazione fisica appunto che non avevo mai provato prima. Appena tornato a casa chiesi a mia madre dove potevo fare teatro in città e lei non se lo fece ripetere due volte, visto che era appassionata al teatro e abbonata alla stagione del Petrarca. Così nel primo pomeriggio mi portò nell'unica scuola che c'era a quel tempo, Il Piccolo Teatro, e così cominciò quella che in futuro si sarebbe rivelata la mia professione. La regia è arrivata in un secondo momento, da quando ho cominciato l'insegnamento. Ho iniziato con le regie dei saggi degli allievi per poi appassionarmi e dirigere attori professionisti con i quali sperimentare modi diversi di comunicare il senso dei testi affrontati.

- Quali sono state le figure di riferimento per la sua formazione teatrale?

In quello stesso anno cominciai anche a frequentare il teatro come spettatore e la stagione del Petrarca era davvero ricca di grandi spettacoli e grandi attori e attrici. Ho potuto vedere e sentire quella generazione di artisti che giravano la nostra penisola, perciò direi che di figure di riferimento e ispiratrici ne ho avute molte che ancora albergano nei miei ricordi. Ovviamente se devo focalizzarmi non posso che riferirmi a Vittorio Gassman che era il direttore della Bottega Teatrale di Firenze e che è stato uno dei miei insegnanti e, dall'altra parte, Giorgio Albertazzi che mi ha scritturato per il mio primo ruolo da professionista in Riccardo III di William Shakespeare e a seguire in Rosales di Mario Luzi per la regia di Orazio Costa. Fortunatamente la mia vita è stata ricca di incontri con persone straordinarie del mondo del teatro e della cultura e lo è ancora oggi. Direi quindi che ho ancora la fortuna di incontrare persone che sono fonte di ispirazione culturale, umana e artistica.

- A quali spettacoli è maggiormente legato?

Quando ero ragazzino e cominciai a leggere testi teatrali, tra le opere di William Shakespeare mi capitò di leggere Riccardo III e ne rimasi totalmente affascinato. Riccardo è un personaggio complesso, ambiguo, ricco di sfaccettature, mai scontato e non è solo il cattivo, ma ha anche un suo lato di debolezze umane. Così, come si può fare a 15 anni, sognavo un giorno di poterlo interpretare. Il caso (ammesso che esista) ha voluto che la mia prima scrittura da professionista fosse proprio per un ruolo in quello spettacolo. Avevo 23 anni e il protagonista era Giorgio Albertazzi. Insieme a lui c'erano altri grandi attori di quel periodo come Valentina Fortunato e Marisa Belli. Sono quindi molto legato a quella mia prima, lunghissima ed emozionante tournée. Ovviamente nella mia carriera ce ne sono poi stati molti altri e se proprio devo citarne uno non posso che ricordare con amore, divertimento e profondo affetto Rumori fuori scena, realizzato con i miei fraterni amici e fondatori della Libera Accademia del Teatro Amina Kovacevich, Uberto Kovacevich e Francesca Barbagli insieme a tanti altri colleghi dell'Accademia.

- Lei è tra i fondatori della Libera Accademia del Teatro: come è nata questa esperienza?

Nel 1996 ci siamo trovati a un punto di svolta delle nostre carriere. Abbiamo sentito la forte esigenza di creare in città una scuola e un luogo che potesse accogliere in modo professionale chi nella nostra città voleva approcciarsi al mondo del teatro, sia per approfondire la conoscenza che fino a quel punto aveva magari svolto come spettatore, sia, per i più giovani, per sperimentarsi con una passione che magari potesse diventare, come lo era stato per noi, una futura professione o per i bambini un luogo dove crescere con lo straordinario gioco del teatro. Così ci siamo messi insieme e abbiamo fondato la Libera Accademia del Teatro che con queste premesse è poi diventata nel tempo una grande famiglia dove si fa teatro ma prima ancora ci si incontra, ci si confronta e si cresce con l'affetto, le risate e le vibrazioni delle emozioni che condividiamo.

- Quali altri interessi coltiva?

Che dire, chiaramente la letteratura, che fa però parte del lavoro. Io però sono un curioso e mi interesso a moltissime cose, mi piace approfondire, cercare di sapere. Negli ultimi anni ho scoperto la passione per la moto. Mi dà un senso di libertà, di annullamento dei confini, di poter sperimentare nuove strade, di vedere nuovi orizzonti, di cambiare strada perché in moto riesci a farlo con più semplicità rispetto all'auto e soprattutto perché la nuova strada la vedi e puoi quindi percorrerla… Una metafora? Forse.

- Prossimi impegni?

Insieme a una collega di Bologna abbiamo debuttato a fine gennaio con uno spettacolo dal titolo Mai nessuno che si ricordi di loro. Un testo che parla degli IMI (Internati militari italiani), quei soldati e ufficiali che dopo l'8 settembre furono mandati nei campi di concentramento perché non vollero collaborare con il Reich. Uno spettacolo difficile soprattutto per il tema che tratta con una sapiente regia di Donatella Allegro. Nei prossimi mesi contiamo di riprenderlo e portarlo in alcuni teatri.

IL PROFILO

Attore, regista e insegnante di recitazione. Andrea Biagiotti, aretino, si diploma nel 1984 presso la Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman, poi dal 1982 intraprende la carriera di attore. Dal 1996 si occupa di docenza e regia in campo teatrale e, in quell’anno, è tra i fondatori della Libera Accademia del Teatro, scuola di recitazione in Arezzo.

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