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Il poeta

Giovanni Pascoli, morti in famiglia e amori mancati: la difficile vita sentimentale di Zvanì

Julie Mary Marini

13 Gennaio 2026, 20:32

Giovanni Pascoli

Vita particolarmente travagliata per Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli, uno dei massimi poeti italiani di fine Ottocento, condusse una vita sentimentale segnata da lutti familiari precoci e da un'ossessione per il nido domestico, un ideale di famiglia ricostituita che ne plasmò i rapporti affettivi in modo tormentato e spesso tragico.


Pascoli con le due sorelle

Traumi dell'infanzia
Le tragedie si abbatterono su Pascoli fin dall'adolescenza: l'assassinio del padre Ruggero nel 1867, la morte della madre e della sorella Margherita e dei due fratelli Luigi e Giacomo spinsero il poeta a idealizzare il nucleo familiare perduto. Questo dolore irrisolto lo portò a rinchiudersi emotivamente, escludendo relazioni coniugali esterne per dedicarsi alle sorelle Ida e Maria (Mariù), viste come custodi del nido. Il legame con Mariù, in particolare, assunse toni morbosi e gelosi, con il poeta che ne controllava ogni aspetto della vita, impedendole di sposarsi e convivendo con lei fino alla morte.


Giovanni Pascoli con la sorella Maria

Il matrimonio di Ida e le crisi
Nell'estate del 1895, il fidanzamento e il successivo matrimonio di Ida con Salvatore Berti rappresentarono un tradimento devastante per Pascoli, che aveva sacrificato carriera e amori per proteggerla. Visse quei mesi in profonda sofferenza, percependo la separazione come la fine del progetto decennale di ricreare la famiglia originaria, e i rapporti con Ida si incrinarono ulteriormente per richieste economiche del marito. Questo evento lo spinse a un isolamento sentimentale ancora maggiore, con Mariù come unica compagna stabile a Castelvecchio di Barga.

Amori naufragati
Nonostante il celibato, Pascoli ebbe flirt e passioni intense, spesso bloccate dal vincolo familiare. Da studente a Bologna, corteggiò figure come Giuseppina Cattani e Giulietta Poggi, ma senza corrispondenza duratura; a Massa conobbe Barbara Papini e Lia Bianchi, quest'ultima più giovane di vent'anni, con intenzioni matrimoniali ostacolate dalle sorelle. Il caso più drammatico fu il fidanzamento segreto con la cugina Imelde Morri, all'insaputa di Mariù: il poeta chiese la mano ai familiari, ma la disperazione della sorella lo convinse a rinunciarvi, confermando il primato del nido su ogni desiderio personale. Una relazione epistolare lunga fu quella con la gentile Ignota, Emma Corcos, moglie di un pittore, interrotta solo nel 1911.

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