Il personaggio
Topo Gigio con la sua mamma
Basta un nome per evocare un’epoca, un modo di fare televisione e una tenerezza che ha attraversato generazioni: Topo Gigio non è solo un pupazzo, ma un simbolo culturale che ha saputo reinventarsi senza mai perdere la propria identità. L’intuizione nasce nel 1959 dalla fantasia di Maria Perego, considerata a tutti gli effetti la madre del personaggio. Insieme al marito Federico Caldura, Perego dà vita a un topolino antropomorfo dal volto dolce e dagli occhi grandi, costruito con una tecnica innovativa per l’epoca, capace di trasmettere emozioni con una mimica sorprendentemente realistica. A contribuire allo sviluppo televisivo del personaggio è anche Guido Stagnaro, che ne definisce il linguaggio e la presenza scenica.
Il debutto avviene in Rai alla fine degli anni ’50, ma è negli anni ’60 che Topo Gigio diventa un fenomeno nazionale e poi internazionale. Fondamentale è il suo approdo negli Stati Uniti, dove appare più volte all’Ed Sullivan Show, uno dei programmi più seguiti dell’epoca, conquistando anche il pubblico americano con il suo stile ingenuo e irresistibile. In Italia, il successo è indissolubilmente legato alla televisione del sabato sera e alla figura di Raffaella Carrà. Le loro interazioni, fatte di battute, affetto e tormentoni (Strapazzami di coccole), entrano nell’immaginario collettivo e contribuiscono a consolidare la popolarità del personaggio.

La foto iconica di Topo Gigio
Ma una parte essenziale del mito di Topo Gigio è la sua voce. La più celebre e riconoscibile è quella di Peppino Mazzullo, che per anni gli ha dato un timbro inconfondibile, dolce e leggermente nasale, diventato iconico. Dopo di lui, altri interpreti hanno raccolto l’eredità, tra cui Davide Garbolino, che ha contribuito a mantenere vivo il personaggio nelle produzioni più recenti, rispettandone lo spirito originario. Nato per la trasmissione Serata di Gala, è stato protagonista anche di Canzonissima, de lo Zecchino d'oro e di tante altre trasmissioni tra cui la tv dei ragazzi, accanto a Memo Remigi, che scrisse per lui anche alcune canzoni. Ma il simpatico topino è apparso nelle televisioni di mezzo mondo: dall'Argentina al Portogallo, dal Brasile al Giappone, dal Messico all'Olanda e ancora Spagna, Uruguay, Cile, Colombia, Perù, Venezuela e tanti altri Paesi.
Nel corso dei decenni, Topo Gigio ha attraversato epoche e formati: dalla televisione in bianco e nero ai varietà a colori, fino ai cartoni animati e alle apparizioni più moderne. Nonostante i cambiamenti del linguaggio televisivo, il personaggio ha mantenuto intatta la sua cifra distintiva: uno sguardo ingenuo sul mondo adulto, capace di smascherarne contraddizioni e rigidità con ironia e dolcezza. Oggi Topo Gigio resta una figura trasversale, capace di parlare sia a chi lo ha conosciuto negli anni d’oro della TV sia alle nuove generazioni. Un piccolo grande protagonista dello spettacolo italiano che, a oltre sessant’anni dalla sua nascita, continua a dimostrare come la semplicità – se autentica – possa diventare eterna. La sua ultima importante apparizione addirittura sul palco del Festival di Sanremo, nell'edizione 2026, quando nella serata delle cover, ha affiancato Lucio Corsi esibendosi in un applauditissimo Nel blu dipinto di blu. Al simpaticissimo Topo Gigio in questi anni non è mancata nemmeno la fidanzata, Rosy Rosicchia. E' stata spesso la sua compagna romantica, con cui ha condiviso avventure e momenti teneri, tra serenate e scenette. Iconica la sua esclamazione: Ma cosa mi dici mai! La sua creatrice, la mamma umana Maria Perego, autrice televisiva e artista dell'animazione, se ne è andata nel 2019.
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