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Il mercato

La nuova geografia dell’oro in Italia: in 12 anni chiuse oltre 5.400 gioiellerie. Ma i miliardi aumentano. L'andamento dei posti di lavoro e dove si guadagna di più

L’indagine dell’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio: il settore impiega oltre 30.600 addetti, ma nell'ultimo anno sono stati 3.300 in meno

Giuseppe Silvestri

23 Gennaio 2026, 05:59

La nuova geografia dell’oro in Italia: in 12 anni chiuse oltre 5.400 gioiellerie. Ma i miliardi aumentano. I posti di lavoro e dove si guadagna di più

A novembre 2025 le gioiellerie in Italia erano 11.842

Il mondo del gioiello parte 2
(qui la prima parte)

In un panorama economico in continua evoluzione, il settore delle gioiellerie in Italia si trova davanti a un’istantanea fatta di chiaroscuri: se da un lato le saracinesche si abbassano, dall'altro il valore di ciò che brilla dietro i cristalli non è mai stato così alto. Secondo i dati dell’Osservatorio Federpreziosi 2025, realizzato in collaborazione con Format Research, il comparto sta vivendo una profonda trasformazione strutturale che premia la qualità e l'efficienza a scapito della capillarità fisica.

I numeri della contrazione
Il tessuto economico delle gioiellerie italiane mostra segni di una progressiva razionalizzazione. A novembre 2025, si contano in Italia 11.842 imprese attive nel commercio al dettaglio di orologi e gioielli, rappresentando l'1,6% del totale del commercio al dettaglio nazionale. Il dato, tuttavia, evidenzia una flessione significativa: rispetto al 2024 si registra una perdita di 782 imprese, mentre il confronto con il 2013 rivela un drastico calo: 5.401 punti vendita. Questa contrazione ha colpito duramente anche i livelli occupazionali. Il settore dà lavoro a 30.640 occupati, ma l'ultimo anno ha visto una riduzione di circa 3.300 addetti. Analizzando la serie storica, mentre il Mezzogiorno ha subito la riduzione più forte in termini di numero di gioiellerie, è il Nord Ovest a far segnare il ribasso più marcato sul fronte degli occupati fin dal 2013.


Il numero delle gioiellerie è in costante flessione

Il fatturato in controtendenza
Nonostante la diminuzione dei punti vendita, il valore complessivo dei ricavi racconta una storia di successo. Il fatturato complessivo delle gioiellerie nel 2025 è stimato in 7,4 miliardi di euro, in deciso rialzo rispetto ai 6,8 miliardi dell'anno precedente. Questo incremento, pur considerando i prezzi correnti, sottolinea una resilienza del mercato e una capacità di spesa dei consumatori che si concentra su un numero minore di operatori. Un ruolo cruciale è giocato dal canale e-commerce, che continua la sua ascesa: il fatturato online specifico delle gioiellerie è passato da 1,08 miliardi a 1,221 miliardi di euro nel 2025. La tendenza è supportata da una crescente digitalizzazione dei consumatori: le ricerche online per l'argomento Gioielli toccano costantemente picchi massimi nel periodo natalizio, con il 2022 che ha fatto segnare il record assoluto di interesse sul web.

Il maggior numero di negozi nel Centro-Sud, ma il fatturato più alto dal Nord-Ovest

Geografia e demografia del settore
La distribuzione territoriale delle gioiellerie riflette le diversità economiche del Paese:
• Il 39,7% delle gioiellerie si concentra in sole tre regioni: Campania (15,2%), Lombardia (12,6%) e Lazio (11,9%).
• Nell'ipotetica classifica delle regioni con il maggior numero di negozi, dopo le tre di testa già citate troviamo la Sicilia con il 9,7%, seguita dalla Puglia con il 7,1. Dopo il Piemonte (6,2), ecco la Toscana con il 6% delle attività nazionali. L'ultimo posto è ovviamente della Valle D'Aosta (0,1), il penultimo del Molise (0,6), preceduto dal Trentino Alto Adige (0,9).
• Il Sud e le Isole ospitano la quota maggiore di imprese (42,9%, pari a 5.086 unità), ma generano solo il 14% del fatturato nazionale.
• Al contrario, il Nord Ovest, con il 22,3% delle imprese (2.643 unità), drena ben il 42,1% del fatturato totale, pari a circa 3,1 miliardi di euro. 

Micro e grandi imprese
Dal punto di vista dimensionale, l'universo orafo rimane dominato dalle micro-imprese (1-9 addetti), che costituiscono il 96,8% del totale (11.464 aziende). Le grandi imprese con più di 249 addetti sono appena 7 in tutta Italia, ma riescono a generare l'11,1% del fatturato complessivo del comparto. Per quanto riguarda la forma giuridica, la ditta individuale rimane il modello prevalente (50,8%), seguita dalle società di capitali (25,8%) e dalle società di persone (23,3%).

Forma giuridica e fatturato
Ma come sono strutturate le gioiellerie italiane? Nel 50,8% dei casi si tratta di ditte individuali. Il 23,3% delle imprese sono composte da Società di persone, mentre il 25,8 sono Società di capitali. Altre forme per lo 0,1%. Come scritto in apertura a fine 2025 il fatturato complessivo era ipotizzato sui 7,4 miliardi. Seicento milioni in più di quello dell'anno precedente, mentre nel 2023 i miliardi erano stati 6,2. Andando indietro negli anni si arriva fino ai 4,2 miliardi del 2020, anno della storica crisi in gran parte legata al Covid
(2a Puntata - Continua)

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