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La Toscana che resiste: imprese in lieve crescita tra instabilità globale e voglia di futuro. Arezzo soffre. La classifica

Guasconi: "I numeri confermano una sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale"

Giuseppe Silvestri

23 Gennaio 2026, 18:22

La Toscana che resiste: imprese in lieve crescita tra instabilità globale e voglia di futuro. Arezzo soffre. La classifica

Imprese in lieve aumento. Nel riquadro Massimo Guasconi

Nel mondo delle aziende più nascite che funerali. La Toscana chiude il 2025 con un segnale di tenuta che, pur nella sua moderazione, racconta una capacità di resistenza non scontata. Il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni d’impresa torna positivo: 1.689 imprese in più, frutto di 21.634 aperture contro 19.945 chiusure. Il tasso di crescita si ferma a un +0,43 per cento, ma è più che doppio rispetto all’anno precedente, quando si era attestato allo 0,19. A fine dicembre, nei Registri delle imprese delle Camere di commercio toscane risultano iscritte 388.746 aziende.

È il quadro che emerge dall’indagine Movimprese, elaborata da Unioncamere e InfoCamere sulla base dei dati ufficiali del Registro delle imprese. Un bilancio che arriva in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, conflitti commerciali e nuove barriere doganali. “I numeri confermano una sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale toscano, nonostante la crisi geopolitica internazionale, l’inasprimento dei dazi Usa, i conflitti commerciali e le guerre in diverse parti del globo”, osserva il presidente di Unioncamere Toscana, Massimo Guasconi. “La situazione di instabilità globale prosegue e ferisce un tessuto economico vocato all’export come è quello toscano. Bisogna tenere la guardia alta e accentuare, quando possibile, il sostegno alle imprese da parte del sistema camerale toscano”.

Dentro il dato regionale spicca il caso di Prato, che si colloca al tredicesimo posto in Italia per tasso di crescita percentuale. La provincia segna un +1,30 per cento, ben al di sopra della media nazionale dello 0,96, confermandosi uno dei territori più dinamici in una fase in cui molte aree del Paese faticano a ritrovare slancio. Interessante anche il profilo delle nuove imprese per forma giuridica. Crescono in modo significativo le società di capitali, con un incremento del 2,84 per cento, mentre arretrano le società di persone e restano sostanzialmente stabili le imprese individuali. Un segnale che, secondo Guasconi, va letto come un’evoluzione strutturale del tessuto produttivo. “Questo dato – conclude – sembra indicare la tendenza a una maggiore strutturazione delle aziende, da accogliere favorevolmente in un territorio regionale che soffre il sottodimensionamento delle imprese”. In un anno attraversato da incertezze globali e mercati instabili, la fotografia scattata da Movimprese restituisce dunque l’immagine di un sistema che non cresce con impeto, ma nemmeno arretra. Una crescita lenta, vigilata, che affida al rafforzamento delle imprese e al sostegno istituzionale la sfida dei prossimi mesi.

Entrando nel dettaglio, il dato più alto arriva da Prato dove le imprese sono aumentate dell'1,30%: 432 in più. A Firenze sono cresciute di 574 unità (0,56%), mentre a Pisa di 242 (0,59%). Dato negativo per Arezzo dove il saldo fa segnare -23. Le imprese registrate in provincia sono 35.023. Le iscrizioni sono state 1.746, mentre le cessazioni 1.769: - 0,07%. In percentuale fa peggio soltanto Massa Carrara -0,13%. 


La situazione in Toscana provincia per provincia

 

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