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I mercati

Il dollaro soffre e l'oro continua a volare. Ecco dove sono finite 297 tonnellate di metallo prezioso

Le tensioni internazionali, la sofferenza dello yen e i timori delle autorità monetarie, condizionano le quotazioni

Julie Mary Marini

27 Gennaio 2026, 06:01

Il dollaro soffre e l'oro continua a volare. Ecco dove sono finite 297 tonnellate di metallo prezioso

Il dollaro vale sempre meno e il prezzo dell'oro vola

L'oro cresce, cresce e ancora cresce. La corsa del prezzo del metallo più amato, non si ferma. Nella giornata di ieri, lunedì 26 gennaio, la quotazione è giunta su livelli massimi. L'oro con consegna immediata (Spot), è stato quotato 5.080 dollari l'oncia, + 2 per cento. Era arrivato a toccare anche i 5.096 dollari. Hanno segnato un rialzo anche i future: + 2% per l'oro consegnato ad aprile, 5.118 dollari l'oncia. Ma anche il prezzo dell'argento continua a salire: 117 dollari l'oncia, +13,6%. Il guadagno degli ultimi 12 mesi è stato del 282%.

C'è un dato aiuta a comprendere il notevole rialzo dei prezzi dell'oro: nei primi undici mesi del 2025, le autorità monetarie hanno depositato nelle loro cassaforti ulteriori 297 tonnellate d'oro. L'obiettivo è diversificare le riserve dal dollaro, sempre più debole, anche alla luce delle indiscrezioni su un possibile intervento della Riserva Federale Americana per sostenere la moneta giapponese (yen): più la moneta statunitense soffre e più l'oro si rafforza. Il prezzo del metallo prezioso sembra destinato a continuare a salire, anche a causa delle incertezze internazionali, dall'Ucraina al Medio Oriente, dal Venezuela alle recente frecciate scoccate dal presidente Donald Trump ai danni della situazione cubana. 

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