Affari
Accordo commerciale tra Europa e India
Un passo avanti fondamentale verso l'apertura di un nuovo mercato che potrebbe essere uno sbocco importante per le esportazioni italiane. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, lo ha definito “l'accordo più importante di sempre”. E' quello concluso tra l'Unione Europea e l'India, accordo di libero scambio (Als), indubbiamente un'intesa storica e commercialmente molto significativa, di cui può beneficiare anche il sistema produttivo aretino. L'oro in primis. "Ogni intesa che va nella direzione di abbattere le barriere e favorire il libero scambio è positiva, soprattutto per territori manifatturieri come i nostri – afferma Giordana Giordini, presidente di Confindustria Toscana Sud – L'India è un mercato enorme, ma è anche uno dei maggiori produttori mondiali di gioielli, con grandi aziende e con gusti, design e carature molto diversi dai nostri. Proprio per questo è fondamentale che l’apertura dei mercati sia accompagnata da una forte tutela del Made in Italy e delle nostre imprese, perché la competizione sia davvero leale e sostenibile”.
Dell’accordo Confindustria Federorafi ha sempre sostenuto la necessità. “L’India non è solo il più importante produttore mondiale di oreficeria/gioielleria, ma è anche il maggiore consumatore di gioielleria. Quindi è sia un competitor che un potenziale mercato di sbocco – aggiunge Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Federorafi nazionale – Oggi per esportare un gioiello in India occorre pagare un dazio del 20%, mentre un gioiello indiano per entrare in Europa/Italia sconta un dazio del 2,5%. Oltre ai dazi, in Paesi come l’India ci sono anche le cosiddette barriere non tariffarie, ovvero licenze all’importazione di oro e/o standard tecnici particolari, che rendono di fatto impenetrabili questi mercati. L’export di gioielleria italiana in India non raggiunge neppure l’1% del nostro totale e stiamo parlando di un Paese che assorbe quasi 600 tonnellate di gioielleria in oro l’anno. Quindi ben vengano gli accordi di libero scambio che nel medio-lungo periodo aprono nuovi fronti al commercio internazionale”.
Maria Cristina Squarcialupi e Giordana Giordini
I dettagli sono adesso al vaglio delle associazioni di categoria: troppo presto per capire cifre e prospettive, ma di sicuro l’accordo è stato accolto positivamente. “Dobbiamo ancora conoscere il testo – afferma il direttore di Confindustria Toscana Sud, Alessandro Tarquini – Attualmente il mercato indiano per le nostre aziende è totalmente inaccessibile. L'India è il primo produttore mondiale di gioielleria-oreficeria ed è anche il primo consumatore, quindi è molto organizzata. Oggi l'Italia soffre di grosse barriere doganali per accedere nel Paese asiatico, quindi qualche effetto positivo potrebbe averlo. Ci riserviamo di capire meglio il contenuto di questa intesa”.
Gli esperti sostengono che rafforzerà i legami economici e politici tra la seconda e la quarta economia mondiale, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche e sfide economiche globali che investono tutti i mercati. “Ovviamente riguarda tutti i settori e questo è finalmente uno dei segnali importantissimi che tutti attendevano, da quando si sono messe in dubbio le regole normali alle quali eravamo abituati – afferma il presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, Massimo Guasconi – Ci sentiremo impegnati anche noi come Camera di Commercio, con tutte le attività di promozione che riusciremo a mettere in campo. Guardare a 360 gradi è l'unica risposta per arginare quello che purtroppo ci sta aspettando e cioè le difficoltà create dai dazi, ma di fatto anche un ordine mondiale che si sta ridisegnando con conflitti e molto altro ad esempio la svalutazione del dollaro. Dobbiamo quindi allargare sempre di più le nostre potenzialità su mercati che non dobbiamo più vedere lontani e inarrivabili, ma assolutamente aggredibili e amichevoli. Con questo accordo di libero scambio avremo opportunità anche in senso inverso”. Adesso si attendono la pubblicazione dei testi negoziati, la revisione legale e la traduzione. La Commissione presenterà la proposta al Consiglio per la firma e la conclusione. Per l'entrata in vigore serviranno il consenso del Parlamento europeo e la ratifica indiana.
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