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Occupazione

Lavoro, maxi concorso: l'Agenzia delle Dogane assume. In palio 181 posti. In arrivo il bando. Requisiti, prove e opportunità

L'assunzione dei funzionari si inserisce in un processo di ampio rinnovamento anche a causa dei pensionamenti

Julie Mary Marini

05 Febbraio 2026, 15:22

Lavoro, maxi concorso: l'Agenzia delle Dogane assume. In palio 181 posti. In arrivo il bando. Requisiti, prove e opportunità

Assunzioni all'Agenzia delle Dogane

Lavoro, nuovo concorso all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. E' previsto il bando per l’assunzione di 181 funzionari, destinato a diventare uno dei più rilevanti appuntamenti occupazionali per i laureati interessati al lavoro stabile nella Pubblica Amministrazione. L’inserimento della procedura nel Piao non è un dettaglio formale. Significa che l’Agenzia ha già certificato il proprio fabbisogno di personale, programmato le risorse finanziarie e inserito le assunzioni nella propria strategia organizzativa. In altre parole, il concorso non è un’ipotesi, ma un passaggio già messo nero su bianco nei documenti ufficiali. Ora manca soltanto l’ultimo tassello: il bando. I profili previsti rientrano nell’area dei funzionari, una categoria centrale per il funzionamento dell’Agenzia. Si tratta di figure chiamate a operare nei controlli doganali, nella fiscalità, nella vigilanza sui monopoli, nella lotta ai traffici illeciti e nella gestione dei flussi commerciali internazionali.

Negli ultimi anni, il ruolo delle Dogane è diventato sempre più strategico. Globalizzazione, commercio digitale, nuove tecnologie, sicurezza delle frontiere economiche e transizione digitale hanno ampliato in modo significativo le responsabilità dell’ente. Le nuove assunzioni rispondono proprio a questa trasformazione, puntando su competenze qualificate e aggiornate. Il concorso sarà rivolto a candidati in possesso di un titolo di laurea. Potranno essere ammesse sia lauree triennali sia magistrali, a seconda dei profili messi a bando. Le classi di laurea ammesse saranno indicate nel testo ufficiale, ma è prevedibile un’attenzione particolare ai percorsi in ambito giuridico, economico, amministrativo e gestionale. Restano validi, naturalmente, i requisiti generali previsti per tutti i concorsi pubblici: cittadinanza, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica all’impiego e assenza di cause di esclusione. Il profilo che emerge è quello di un funzionario moderno, chiamato non solo a conoscere le norme, ma anche a sapersi muovere in contesti digitalizzati e complessi. La struttura delle prove sarà definita nel bando, ma l’esperienza dei precedenti concorsi dell’Agenzia consente di delineare uno schema plausibile. È probabile una procedura articolata in eventuale prova preselettiva, prova scritta, prova orale.

Le materie potrebbero includere diritto amministrativo, diritto tributario, normativa doganale, economia pubblica, oltre alla verifica delle competenze informatiche e della conoscenza della lingua inglese. Negli ultimi anni, nei concorsi pubblici, cresce l’attenzione verso le capacità operative e digitali, a testimonianza di una Pubblica Amministrazione sempre meno burocratica e sempre più orientata ai servizi. La domanda di partecipazione dovrà essere presentata in modalità telematica, quasi certamente attraverso la piattaforma InPa, che ormai rappresenta il canale principale per l’accesso ai concorsi pubblici. Per i candidati interessati, il monitoraggio costante della piattaforma sarà fondamentale. Le tempistiche ufficiali non sono ancora note, ma il riferimento al 2026 nel Piao indica chiaramente l’anno di avvio della procedura. Chi intende partecipare ha quindi davanti a sé un margine temporale utile per impostare una preparazione strutturata. Il concorso per 181 funzionari si inserisce in un processo più ampio di rinnovamento della Pubblica Amministrazione. Pensionamenti, nuove esigenze organizzative e riforme legate al Pnrr hanno reso indispensabile un rafforzamento degli organici. Negli ultimi anni, lo Stato ha progressivamente superato la lunga stagione del blocco del turnover, aprendo una nuova fase di reclutamento. Il concorso delle Dogane rappresenta uno dei simboli di questa inversione di tendenza: meno precarietà, più stabilità, maggiore investimento sulle competenze.

Che cos’è il Piao e perché conta davvero. Il Piano integrato di attività e organizzazione è lo strumento con cui le amministrazioni pubbliche pianificano in modo unitario obiettivi, performance, organizzazione del personale e strategie operative. Ha validità triennale ed è aggiornato annualmente. La sua funzione è superare la frammentazione dei vecchi documenti di programmazione, offrendo una visione complessiva dell’ente. Quando un concorso è inserito nel Piao, significa che rientra in una strategia già approvata e finanziata. Per i candidati, è una garanzia in più sulla concretezza della procedura. Il concorso per 181 funzionari dell’Agenzia delle Dogane non è soltanto un’opportunità occupazionale. È l’ingresso in uno dei settori più delicati dello Stato, dove si intrecciano legalità, economia, sicurezza e innovazione. Per molti giovani laureati, rappresenta una possibilità reale di costruire una carriera stabile e qualificata, in un contesto in profonda evoluzione. L’anticipo con cui emergono le prime informazioni consente di iniziare subito lo studio, senza attendere l’uscita del bando. In un mercato del lavoro ancora segnato dall’incertezza, la programmazione pubblica torna così a essere un punto di riferimento. E il 2026, per migliaia di candidati, potrebbe diventare l’anno della svolta.

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