Affari
Gianni Bianchi, fondatore e ceo di Sintra insieme a Michele Barbagli e Angiolino Frontani
L’ingresso di Sintra all’interno di Aused segna un passaggio significativo nel percorso di dialogo tra imprese, pubblica amministrazione e mondo dell’innovazione tecnologica. Non si tratta di un’operazione di immagine, ma di un innesto di competenze in una community che, dal 1976, lavora per favorire il confronto tra soggetti diversi, mettendo in circolo idee, pratiche e modelli organizzativi legati allo sviluppo dei sistemi informativi. Per l’azienda aretina, riconosciuta come punto di riferimento nei processi di digitalizzazione d’impresa, l’adesione ad Aused rappresenta una naturale estensione di un lavoro costruito sul campo, tra e-commerce, omnicanalità, gestione avanzata dei dati e applicazioni di intelligenza artificiale. Ambiti che oggi non possono più essere considerati compartimenti stagni, ma parti integrate di una strategia industriale che punta alla competitività e alla sostenibilità nel medio-lungo periodo.
Il contributo di Sintra alla community si è manifestato fin da subito con la pubblicazione di un white paper dedicato all’evoluzione del ruolo del cio, il chief information officer. Una figura che, da responsabile tecnico dei sistemi informativi, è diventata progressivamente un nodo strategico nella definizione delle politiche aziendali. L’impatto crescente delle tecnologie digitali sulle scelte operative, commerciali e organizzative ha infatti trasformato il cio in un interlocutore centrale tra direzione, mercato e infrastrutture tecnologiche. Dallo studio emerge un quadro che riflette le luci e le ombre del sistema imprenditoriale italiano. Da un lato, molte organizzazioni hanno investito in piattaforme evolute, soluzioni cloud e strumenti di intelligenza artificiale. Dall’altro, persistono difficoltà strutturali nella costruzione di una vera governance del dato. Secondo le rilevazioni di Sintra, oltre il 90% dei manager incontra ostacoli culturali nell’analisi delle informazioni, mentre solo il 42% dei dirigenti dichiara di fidarsi pienamente dei dati generati dai sistemi avanzati.
Numeri che raccontano una transizione ancora incompleta, dove la tecnologia corre più veloce delle competenze organizzative e della capacità di interpretazione. In questo contesto, il cio viene individuato come garante della qualità e dell’affidabilità del dato, ma anche come facilitatore del cambiamento interno. Non più soltanto custode delle infrastrutture, ma interprete dei bisogni aziendali, mediatore tra innovazione e strategia, costruttore di ponti tra tecnologia e mercati. Il valore del percorso avviato con Aused sta proprio nella possibilità di mettere in rete esperienze eterogenee, favorendo una contaminazione virtuosa tra settori, dimensioni aziendali e modelli organizzativi. Studi, ricerche, eventi e seminari diventano così strumenti per superare l’approccio episodico all’innovazione e per promuovere una crescita più consapevole e strutturata.
A sottolineare questo approccio è anche il commento di Gianni Bianchi, fondatore e ceo di Sintra insieme a Michele Barbagli e Angiolino Frontani: "L’ingresso in Aused testimonia ulteriormente il nostro impegno in primo piano nel perseguire percorsi di trasformazione digitale. Il confronto tra esperienze diverse è fondamentale per far crescere una cultura dell’innovazione solida e concreta, con soggetti pubblici e privati capaci di mettere in rete risorse con cui sviluppare progetti innovativi e ad alto valore aggiunto per l’economia del Paese". Parole che restituiscono il senso di un’operazione fondata più sulla sostanza che sulla comunicazione. In un momento in cui termini come ai, big data e digital transformation rischiano di diventare formule vuote, il lavoro di Sintra all’interno di Aused punta a riportare il discorso su un piano operativo: competenze, processi, responsabilità, misurabilità dei risultati. La sfida, oggi, non è solo adottare nuove tecnologie, ma costruire organizzazioni capaci di governarle. Significa formare manager in grado di leggere i dati, sviluppare fiducia nei sistemi informativi, definire ruoli chiari e obiettivi condivisi. In questo percorso, il cio assume un ruolo sempre più politico nel senso nobile del termine: guida, orienta, media, traduce l’innovazione in valore. L’esperienza di Sintra in Aused si inserisce quindi in una traiettoria che guarda oltre l’emergenza del cambiamento digitale. L’obiettivo è contribuire alla crescita di una cultura tecnologica matura, dove l’innovazione non sia un fine in sé, ma uno strumento per rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano. Senza slogan, senza semplificazioni, ma con la consapevolezza che il futuro delle imprese passa, prima di tutto, dalla qualità delle scelte che sanno compiere oggi.
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