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Bibbiena

Decenni di idraulica e impegno civile: la dinastia Bertelli, dalla Grande Guerra alla quarta generazione

L'omaggio dell'Amministrazione comunale: "Costruttori di futuro, capaci di lavorare con onestà e insegnare agli altri"

Julie Mary Marini

22 Febbraio 2026, 09:59

Decenni di idraulica e impegno civile: la dinastia Bertelli, dalla Grande Guerra alla quarta generazione

La famiglia Bertelli con il sindaco Filippo Vagnoli

Pasquale Bertelli detto Neno, fu il primo della genealogia di idraulici che conta quattro generazioni e un’impronta lasciata nel territorio di Bibbiena in termini di impegno nel sociale e nella comunità. Fino ad ora ha portato il nome di Mario, colui che ha condotto nel presente l’azienda di famiglia. Il sindaco Filippo Vagnoli, accompagnato dall’assessore alle attività produttive Daniele Bronchi, è andato di persona a consegnare ai Bertelli una targa che celebra la storicità di questa azienda e soprattutto il passaggio generazionale, ora nelle mani di Cesare, figlio di Mario, e del giovanissimo Gabriele.

Quando Pasquale apri la sua azienda, fu tra le prime dieci partite Iva della provincia di Arezzo. Fu la Grande Guerra a portarlo fuori da Bibbiena e il Casentino dove svolse il ruolo di attendente al maggiore. Nel 1945, dopo la Seconda Guerra Mondiale nacque Mario, la colonna di questa famiglia, l’imprenditore che ha fatto grande la sua azienda, sostenendo nel contempo anche il territorio. Ha sempre collaborato nell’associazione del Carnevale storico e nella sua amata Bibbiena, ma negli ultimi dieci anni si è felicemente impegnato a favore delle scuole della valle con Prospettiva Casentino.

Cesare nasce nel 1973 e l’idraulica cambia nome e nella ragione sociale si inserisce anche il suo. Nel 2004 nasce Gabriele che dopo le superiori, a soli 19 anni, decide di affiancare babbo e nonno in questa bella avventura. Mario ha tanti racconti e tanti ricordi che, nel suo fare divertente, tramanda al futuro con una bella eredità fatta di passione e voglia di fare. Il sindaco: “Credo sia importante riconoscere a queste persone un ruolo di costruttori di futuro, capaci di lavorare con onestà, insegnare agli altri con rispetto, sostenere la propria comunità, dando sempre un esempio virtuoso e positivo orientato all’equilibrio e alla condivisione.”

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