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Il Brunello non ha paura di Donald Trump. Assalto al mercato americano con quasi 2 milioni di bottiglie di vino. Le strategie e le risposte dei clienti

Il 24 febbraio evento a New York, poi due masterclass in Texas: "Non rinunciamo ai nostri partner privilegiati"

Giuseppe Silvestri

22 Febbraio 2026, 11:00

Il Brunello non ha paura di Donald Trump. Assalto al mercato americano con quasi 2 milioni di bottiglie di vino. Le strategie e le risposte del mercato

Il Brunello spinge ancora negli Stati Uniti, nonostante Donald Trump

Nessuna paura dei dazi. Nessuna paura delle politiche a singhiozzo di Donald Trup e della sua linea altalenante dei prodotti che arrivano dall'estero e dai rapporti con l'Europa e le sue aziende: il Brunello non arretra. Anzi, rilancia. In un momento in cui il vino italiano negli Stati Uniti registra flessioni sensibili, sceglie la via più impegnativa: investire, presidiare, crescere. Con numeri solidi, strategie mirate e un messaggio chiaro al mercato americano. A guidare l’offensiva è il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, che riporta i suoi grandi rossi al centro della scena statunitense con un programma strutturato e ad alto impatto. Il cuore dell’iniziativa è Benvenuto Brunello 2026, in agenda il 24 febbraio a New York, affiancato – per la prima volta – da due masterclass in Texas, il 3 e 4 marzo, rispettivamente a Dallas e Austin. A Manhattan, nel centralissimo 583 Park Avenue, saranno 48 i produttori presenti in un evento b2b riservato a stampa specializzata e trade statunitense. In degustazione le annate appena immesse sul mercato lo scorso gennaio: Brunello di Montalcino 2021, Brunello Riserva 2020 e Rosso di Montalcino 2024. Un’offerta che punta a consolidare il posizionamento premium della denominazione in un mercato che resta il primo sbocco estero.


Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del Brunello

E non è tutto qui. Il 25 febbraio è prevista anche un’apertura al pubblico finale, con una degustazione dedicata ai consumatori in collaborazione con Millesima, rivenditore specializzato in vini di lusso nell’Upper East Side, che ospiterà produttori e appassionati per un tasting mirato. Il presidente del Consorzio, Giacomo Bartolommei, non lascia spazio a interpretazioni: "Riteniamo sia molto significativa questa edizione newyorkese di Benvenuto Brunello: Montalcino non intende rinunciare al proprio partner privilegiato in una fase di tensioni commerciali e lo fa con una presenza record dei suoi produttori, il 40% in più rispetto allo scorso anno". E aggiunge: "Siamo convinti che anche i consumatori americani la pensino allo stesso modo e i dati delle vendite interne lo confermano. Lo scorso anno il Brunello è stato tra le pochissime denominazioni a crescere, con un aumento dei volumi commercializzati presso i punti vendita degli Stati Uniti del 7,7%".

Il Brunello è e resta uno dei migliori vini del mondo

I numeri, infatti, raccontano un’anomalia positiva. Secondo l’analisi dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini (Uiv), realizzata per il Consorzio e basata sulle vendite dei distributori Usa rilevate nel 2025 dalla piattaforma Sipsource, il mercato statunitense del vino ha registrato un calo generale dei volumi dell’8,8%, con i vini italiani in flessione del 5,2%. In questo scenario, il Brunello segna +7,7% a volume e +2% a valore. Una crescita trainata in particolare dai canali dell’hotellerie e dei club wholesale, e concentrata soprattutto negli ultimi mesi dell’anno. La domanda, insomma, resta “reattiva” sui prodotti simbolo di Montalcino. Il baricentro geografico di questa espansione è il Sud degli Stati Uniti. Il Texas, in particolare, concentra circa la metà del mercato del Brunello negli States e registra una crescita dei volumi prossima al +9%. Non è quindi casuale che proprio qui si sviluppi la nuova direttrice strategica del Consorzio.

Il 3 e 4 marzo, a Dallas e Austin, andrà in scena “Brunello 2021: decoding the vintage”, format guidato dal Master of Wine Gabriele Gorelli. Un approfondimento tecnico dedicato al millesimo 2021, che sta ricevendo riscontri molto positivi dalla critica, sia in Italia sia negli Stati Uniti. Un’operazione culturale oltre che commerciale, pensata per rafforzare la conoscenza qualitativa della denominazione presso buyer e opinion leader. Dietro questa offensiva c’è una struttura compatta. Il Consorzio riunisce oggi 219 soci, che rappresentano il 98,2% della produzione, e tutela un vigneto di oltre 4.400 ettari nel comprensorio del Comune di Montalcino. Di questi, più di 2.000 ettari sono dedicati al Brunello, contingentati dal 1997. La salvaguardia riguarda quattro Dop territoriali: Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscadello e Sant’Antimo. Ogni anno vengono commercializzate in media circa 10 milioni di bottiglie di Brunello di Montalcino.

Ogni anno vengono commercializzate 10 milioni di bottiglie di Brunello

Oltre la metà della produzione è destinata all’export, con gli Stati Uniti che si confermano primo mercato di riferimento, assorbendo più del 30% delle esportazioni. In un mercato che arretra, Montalcino accelera. E lo fa con una strategia precisa: presidiare New York, investire sul Texas, valorizzare l’ultima annata e difendere, con i numeri, la leadership del suo rosso più iconico.

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