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Arezzo

Morte sul lavoro, la rabbia della Cgil: "Sempre meno ispettori e in condizioni precarie"

Il sindacato attacca: "Il sistema di controllo e prevenzione viene deliberatamente depotenziato"

Julie Mary Marini

25 Febbraio 2026, 22:02

Morte sul lavoro, la rabbia della Cgil: "Sempre meno ispettori e in condizioni precarie"

Gabriella Petteruti e Antonella Pagliantini

Fatalità è la parola che ritorna puntuale ogni volta che si racconta un incidente sul lavoro. Un termine che assolve, che sfuma le responsabilità, che trasforma ciò che potrebbe essere prevenuto in un evento imprevedibile. Ma per la Fp Cgil quella parola è inaccettabile. "È fuor di luogo – afferma Gabriella Petteruti, dirigente Fp Cgil – quando il sistema di controllo e prevenzione viene deliberatamente depotenziato". Il sindacato denuncia una situazione definita drammatica: i servizi ispettivi delle Asl, presidio essenziale per la legalità e la sicurezza nei cantieri, nelle fabbriche e in tutti i luoghi di lavoro, sarebbero oggi sotto attacco. In provincia di Arezzo, secondo la Fp Cgil, gli organici risultano dimezzati, con personale ridotto all’osso e un ruolo professionale progressivamente marginalizzato da scelte politiche che, denuncia il sindacato, sembrano ignorare l’emergenza nazionale delle morti sul lavoro. Alla carenza strutturale di risorse si aggiunge lo stallo sul rinnovo del contratto nazionale del comparto.

"Il personale che dovrebbe garantire la sicurezza di lavoratori e cittadini opera in condizioni di precarietà e senza il riconoscimento dovuto. È questa l’idea di tutela della salute che hanno le nostre istituzioni?", chiede Petteruti. Per la Fp Cgil non bastano più i messaggi di cordoglio dopo ogni tragedia: serve un confronto immediato con i vertici regionali e nazionali per ripristinare gli organici ispettivi e rafforzare prevenzione e monitoraggio. Il sindacato chiede investimenti concreti, nuovi strumenti e risorse anche a livello regionale, oltre al rinnovo del contratto per restituire dignità e forza a chi è chiamato a vigilare sulla vita dei lavoratori. "Ogni volta che si taglia un ispettore o si depotenzia un servizio della Asl, si apre un buco nella rete della sicurezza in cui cadono i lavoratori", avverte la Fp Cgil, sottolineando che la sicurezza non è un costo ma un investimento civile.

Sul tema interviene anche Antonella Pagliantini, responsabile organizzazione della Cgil di Arezzo, che richiama l’attenzione sulla formazione di qualità. "Troppo spesso – osserva – l’utilizzo improprio del contratto applicato nel sistema degli appalti, pubblici e privati, incide sul tipo di formazione e sulle misure di prevenzione previste per quel lavoratore". Per il sindacato, la catena delle responsabilità deve diventare uno strumento efficace di prevenzione, non un meccanismo per attribuire colpe a tragedia avvenuta.



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