Occupazione
Oltre 9mila stabilizzazione del Ministero della Giustizia
La giustizia assume un esercito di persone: oltre 9mila posti fissi in arrivo nei tribunali italiani. Trentamila precari assunti in fretta per salvare il Pnrr. Ora, per poco meno di un terzo di loro, si apre la possibilità di restare. Il ministero della Giustizia ha messo in moto una delle più grandi operazioni di stabilizzazione che la Pubblica amministrazione ricordi: tre concorsi pubblici per trasformare in dipendenti a tempo indeterminato i lavoratori che negli ultimi cinque anni hanno tenuto in piedi gli uffici giudiziari italiani.
Chi sono e cosa rischiano
Erano stati reclutati tra il 2021 e il 2022 con contratti a scadenza fissa — il 30 giugno 2026 — e un mandato preciso: smaltire l'arretrato giudiziario e digitalizzare i tribunali, condizioni imposte dall'Unione europea per sbloccare i fondi del Recovery Plan. Oggi sono ancora 11.211 i cosiddetti precari Pnrr in servizio. Di questi, 9.119 — l'80% — potranno partecipare ai nuovi bandi e puntare a un contratto definitivo. Gli altri rischiano di tornare a casa.
Tre profili, tre percorsi
I posti disponibili si distribuiscono su tre figure professionali distinte. La fetta più grande — 6.919 posizioni — riguarda gli addetti all'ufficio per il processo (Aupp): figure ibride tra il giuridico e l'organizzativo, che affiancano i magistrati nello studio dei fascicoli, nella redazione di bozze e schede riassuntive e nella ricerca normativa. Se superano la selezione, diventeranno Funzionari giudiziari. Altri 712 posti di lavoro sono destinati al personale amministrativo-gestionale: profili ad alto livello che redigono atti complessi, curano l'istruttoria dei procedimenti e coordinano le attività degli uffici. Al termine del concorso otterranno la qualifica di Funzionari contabili o dell'organizzazione. Infine, 1.488 posizioni sono riservate agli operatori di data entry, specializzati nella gestione dei flussi informatici e nella digitalizzazione degli archivi. Saranno inquadrati come Operatori giudiziari.
Come partecipare
I tre avvisi pubblici, annunciati dal ministro Carlo Nordio a fine gennaio e pubblicati ufficialmente il 16 marzo scorso, sono consultabili sui portali giustizia.it, inpa.gov.it e proveconcorsi.giustizia.it. L'accesso richiede credenziali Spid, Cie o Cns, oltre a un indirizzo pec personale, obbligatorio anche per ricevere convocazioni e risultati. Per candidarsi è necessario soddisfare alcuni requisiti specifici: essere stati originariamente assunti tramite concorso Ripam, essere attualmente in servizio presso il ministero con contratto a tempo determinato nello stesso profilo, e aver sottoscritto, o prorogato con addendum, un contratto in scadenza al 30 giugno 2026. La scadenza per presentare la domanda è il 15 aprile 2026 entro le 23.59. Le nuove assunzioni, se tutto procede secondo i piani, dovranno decorrere dal primo luglio: il giorno dopo la fine dei contratti precari. Senza soluzione di continuità — almeno per chi ce la farà
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