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La fiera

Oroarezzo, ci siamo: 400 espositori, 130 dal distretto aretino. Ma la crisi morde come nell'era del Covid

Saranno oltre 60 le imprese associate a Confartigianato che parteciperanno all'evento. Parrini: "Presenti nonostante le difficoltà". Frusone: "Nei primi tre mesi del 2026 consumi mondiali in calo del 23%"

Giuseppe Silvestri

07 Maggio 2026, 09:24

Oroarezzo, ci siamo: 400 espositori, 130 dal distretto aretino. Ma la crisi morde come nell'era del Covid

Il presidente Confartigianato Luca Parrini e Paolo Frusone, coordinatore Federazione Orafi

“Nonostante le difficoltà del mercato internazionale dei preziosi, causate dalle tensioni geopolitiche in atto, la fiera Oroarezzo è riuscita a mantenere stabile il numero degli espositori rispetto all’anno precedente. In particolare le imprese del distretto orafo di Arezzo, nonostante i timori della vigilia, hanno confermato, per la grande maggioranza, la loro presenza alla piattaforma fieristica”. A parlare è Luca Parrini, presidente di Confartigianato Orafi. Dei quasi 400 espositori presenti in fiera oltre l’80% sarà rappresentato da imprese italiane, mentre il restante 19% proviene dall’estero, soprattutto dalla Turchia e dalla Spagna. Tra le circa 300 imprese italiane presenti in fiera, la maggior parte aretine, oltre 130. Molto numerosa, spiega ancora Parrini, anche la partecipazione delle imprese del distretto di Vicenza, che assicurerà circa 80 presenze. Gli altri espositori italiani arrivano dai distretti di Milano, Alessandria, Caserta e Napoli.

Confartigianato Orafi – continua – sarà alla manifestazione fieristica con oltre 60 imprese associate che esporranno nei loro stand aziendali o nell’esposizione collettiva associativa che assicura la partecipazione all’evento a condizioni agevolate”. Oroarezzo rappresenterà un importante banco di prova per testare la risposta dei buyer internazionali nell’attuale scenario economico. Il clima di incertezza legato alle tensioni internazionali, causate dai dazi introdotti dall’amministrazione Usa e successivamente dalla destabilizzazione del Medio Oriente, sta condizionando in modo pesante le decisioni di acquisto degli operatori commerciali. Il forte aumento delle quotazioni dei metalli preziosi, che ha registrato nel primo trimestre 2026 un balzo del 53% rispetto ai primi tre mesi del 2025, si accompagna a fortissime oscillazioni giornaliere che paralizzano le decisioni di acquisto dei buyer e fermano la produzione nelle imprese fornitrici.

“Secondo i dati provenienti dal World Gold Council – dichiara il coordinatore della Federazione Orafi, Paolo Frusone – i consumi mondiali di oreficeria nei primi tre mesi del 2026 calano del -23% rispetto al primo trimestre 2025, scendendo sotto quota 300 tonnellate. Si tratta di un quantitativo paragonabile negli ultimi 10 anni soltanto a quelli registrati durante la pandemia. I consumi di oreficeria nel nostro principale mercato di sbocco, la Turchia, sperimentano nel primo trimestre del 2026 un calo del -23% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per effetto della guerra in Iran la contrazione degli acquisti negli Emirati Arabi è molto più consistente. I consumi di Dubai fanno registrare una flessione del 40%. Superiore alle attese è sicuramente la contrazione degli acquisti di gioielleria negli Stati Uniti (-44%), mentre Hong Kong riduce i consumi di gioielleria del 25%. Inferiori alla media le contrazioni dei volumi di acquisto nel continente europeo. Le maggiori flessioni vengono registrate da Francia e Regno Unito (-12% rispetto al primo trimestre 2025). Più contenute le contrazioni in Germania (-6%) e Spagna (-4%). Fa eccezione purtroppo il nostro mercato domestico che nel primo trimestre del 2026 ha sperimentato una contrazione degli acquisti del 39%”.

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