Arezzo
Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Federorafi
Resilienza, speranza, ma anche un aiuto e un sostegno concreto da parte delle istituzioni. Così si esce da una crisi che sta colpendo il settore orafo aretino e italiano, per le note vicende internazionali. Ad Oroarezzo 2026, in vetrina non solo la migliore espressione della produzione orafa del distretto, nazionale e non solo, ma anche tutta la voglia di superare una fase molto complessa. Il comparto orafo aretino ha già lanciato un appello urgente al governo, lo scorso aprile, per chiedere strumenti straordinari di sostegno e cassa integrazione. “Ci siamo presentati al governo e alle istituzioni per chiedere di facilitare l'accesso al credito e di potenziare gli ammortizzatori sociali - ha ribadito Maria Cristina Squarcialupi, presidente nazionale di Federorafi - chiediamo anche una semplificazione burocratica perché le nostre aziende spesso si trovano a combattere anche con questo”.
C'è da correre e reinventarsi, perché la crisi morde e gli effetti dei dazi di Trump, uniti a tutte le crisi internazionali, stanno compromettendo uno dei mercati più importanti: quello statunitense. “Non abbiamo i dati precisi riferiti ai primi mesi del 2026 - prosegue Squarcialupi - ma le prime stime segnano un ulteriore peggioramento. Se il 2025 si era chiuso con il -19% di fatturato sull’export, i primi mesi del 2026 segnano già il -25%”. Come se ne esce? Senza mollare di un solo centimetro sulla qualità del Made in Italy, ma anche cercando di spingere sul mercato interno, magari riportando i giovani ad amare e comprare un gioiello italiano. “Lo si può fare comunicando bene e raccontando cos’è il nostro settore - prosegue la presidente di Federorafi - cos’è la nostra manifattura, non soltanto dal punto di vista del design, ma anche puntando sulla sostenibilità e sulla tracciabilità. Sono tematiche molto importanti che noi produttori dobbiamo imparare a comunicare, a rafforzare e a custodire”.
Pochi attimi prima del taglio del nastro
La fiera si conferma strumento importante per il business. “Sì, le fiere sono la vetrina dell’eccellenza del Made in Italy - ha concluso Squarcialupi - sono motori per l'internazionalizzazione delle aziende e questo vale ancora di più per un settore come il nostro, fatto di piccole e medie imprese che magari non riescono a fare tutto da sole, soprattutto in situazioni così difficili come quella che stiamo vivendo”.
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