La città che cambia
Una città sempre più ricca: Arezzo cresce anche grazie agli stranieri. È questa, in estrema sintesi, la fotografia della realtà del capoluogo tra movimenti demografici, imprenditoriali e l'analisi dei numeri del reddito pro-capite. A scattarla è il Documento unico di programmazione 2026-2028 che l'assessore Alberto Merelli ha presentato nell'ultimo consiglio comunale del 2025. Una parte del Dup, ha sottolineato lo stesso Merelli, particolarmente significativa visto che analizza, sotto una luce particolare, il contesto urbano, fornendo un disegno della Arezzo di oggi.
Gli ultimi dati aggiornati disponibili sono quelli del 2024. I residenti nel comune di Arezzo sono 97.622. Nel 2024 625 sono state le nascite, 1.205 i decessi, con un saldo demografico negativo di -580. A colmare questo calo ci hanno pensato gli stranieri: 2.087 le nuove iscrizioni all'anagrafe, 1.674 le cancellazioni, con un saldo con il segno positivo di +413. "Un gap demografico compensato quasi interamente grazie all'ingresso di persone che arrivano dall'estero".
La carta anagrafica della popolazione residente ad Arezzo ci dice che il 13% - 12.881 persone - è originario di un Paese straniero. La comunità più rappresentata è quella originaria della Romania (3.945), seguita da quella bengalese (1.729) che ha superato quella pakistana (1.517). L'elenco comprende poi 820 albanesi e 500 cinesi. Un terzo del numero complessivo dei cittadini stranieri proviene da un paese europeo. Uomini e donne si equivalgono. In questo ambito c'è un dato particolare che emerge se si guarda alla provenienza geografica: si registra una prevalenza dei maschi riguardo a quanti arrivano dai Paesi del Nord o del Centro Africa; in stragrande maggioranza sono le donne tra coloro che giungono ad Arezzo dall'Est Europa, in particolare Polonia, Ucraina e Moldavia; un dato quest'ultimo che va esteso anche alle Filippine.
Un quarto della popolazione residente è over 66 anni. La fascia d'età che va da 0 a 25 anni raggiunge una percentuale pari al 21%. È del 53% invece la percentuale di quanti hanno un'età compresa tra i 26 e i 66 anni.
Arezzo è una città ricca. Lo spaccato offerto dalle dichiarazioni dei redditi - in questo caso i numeri sono del 2023 - riferito dall'assessore Merelli in consiglio comunale ci dice che il reddito medio raggiunge i 26.502 euro pro capite ed è il più alto della media toscana e supera anche quella italiana. Il reddito complessivo della città - e la sua capacità di produrre ricchezza - ha ripreso a crescere dopo la battuta d'arresto del Covid. C'è stato un aumento in questi ultimi anni del 6/7%. Una città la cui spina dorsale dal punto di vista economico è rappresentata dal ceto medio, circa il 63% dei contribuenti, compresi in una fascia tra i 15 e i 55 mila euro che, parole dell'assessore, "determina la ricchezza complessiva prodotta nel nostro comune". Di almeno 120 mila euro è il reddito denunciato da 925 aretini. Diminuisce il numero di contribuenti che si trovano nella fascia di reddito più bassa, quella fino a 10 mila euro. Scorrendo i dati ce n'è un altro da sottolineare: il 52% dei redditi arriva dal lavoro dipendente, il 33% da pensioni.
Arezzo si conferma una realtà ad alta densità industriale, con oltre 40 mila addetti. Sono 11.607 le imprese registrate, 2.604 nel commercio, 1.643 nella manifattura, 1.614 nelle costruzioni. Cresce il numero di imprese straniere e anche in questo caso, come nella fotografia demografica, il saldo tra imprese che si cancellano e nuove realtà è positivo grazie all'apertura di imprese straniere. Queste, in totale, sono 2.260 con percentuali di crescita notevoli e un'incidenza importante in alcuni settori, come nelle costruzioni dove tocca il 43% mentre nel commercio è del 17%.
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