Pieve Santo Stefano
I manifesti di quella che è stata definita la guerra dell'illuminazione e il sindaco
"Decenza istituzionale vorrebbe almeno scuse pubbliche e annuncio di urgenti e rapidi rimedi concreti. In due parole: senso di responsabilità. Invece presunzione e bugie debordano con addirittura un manifesto a spese di tutti per dire che dopo oltre 40 anni di amministrazione Bragagni-Marcelli ora Governare significa scegliere e non rinviare. Il sindaco di Pieve Santo Stefano raddoppia alle accuse della minoranza politica in consiglio comunale, come se la popolazione fosse, inebriata dalle chiacchiere, spesso vuote, di chi cerca di arrampicarsi sugli specchi per nascondere le proprie gravi mancanze. Addirittura chiedendo ai compaesani pazienza, per almeno un altro anno di buio a singhiozzo nel paese e nelle frazioni. Surreale. Inaccettabile". E' duro il comunicato dell'associazione Il Corsaro che torna sulla polemica dell'illuminazione pubblica.

Il sindaco di Pieve Santo Stefano,
"Breve riepilogo - si legge ancora nella nota - Pieve ha vissuto nelle settimane scorse un blackout totale dell’illuminazione pubblica che per durata non ha precedenti in nessun altro comune italiano: 16 giorni. E oggi procede a singhiozzo: una notte è buio totale di qua e quella dopo di là. Frazioni comprese. Pesanti disagi non sono mancati e non mancano: aumento di furti e incidenti non solo agli anziani. E ora viene chiesto ai pievani dal loro primo cittadino, a nome dell’amministrazione comunale, di avere pazienza ancora per un annetto stendendo una coltre di silenzio su quanto accaduto e su a chi ne vanno addebitate le responsabilità?".
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