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Calcio

Falsini spinge l'Arezzo verso la serie B: "E' l'anno giusto, campionato da vincere"

L'ex calciatore (ora allenatore) convinto della forza della squadra: "Bucchi sembra l’Ancelotti della serie C. Colpito da Pattarello e Guccione"

Riccardo Buffetti

09 Gennaio 2026, 17:17

Gianluca Falsini

Gianluca Falsini sulla panchina della Roma primavera

Gianluca Falsini, aretino, ex calciatore con una lunga esperienza tra Serie A e B, e oggi allenatore, segue sempre da vicino le vicende amaranto e non nasconde il proprio ottimismo per il campionato del Cavallino ed è convinto che potrebbe essere l'anno giusto per conquistare la serie B.

- E’ la stagione ideale per la promozione?
Sì, lo penso davvero. E' stata allestita una squadra importante e il mercato di gennaio ha ulteriormente migliorato il gruppo. Gli innesti parlano chiaro: Coppolaro e Arena sono giocatori di livello; leggo di Ionita, che arriverebbe con oltre 200 presenze in Serie A alle spalle. È evidente la volontà della società di puntare con decisione alla Serie B.

- Il campionato però resta molto complesso.
Assolutamente sì, non è un girone facile. Ravenna e Arezzo sono lì a giocarsela. L’Ascoli, che a mio avviso esprime un ottimo calcio, si è un po’ staccato. Sarà una battaglia fino alla fine, ma ho la sensazione che l’Arezzo abbia qualcosa in più.

Un duello tra Falsini e lo juventino Zebina

- Cosa fa davvero la differenza per vincere un campionato di Serie C?
Non serve essere per forza la squadra più forte, ma la più solida. Lo dico per esperienza. Quando vincemmo i playoff con il Padova, il girone lo vinse il Cesena di Giaccherini: una squadra solidissima, allenata da Bisoli, con individualità importanti per la categoria. Non auguro i playoff: si aprirebbe uno scenario completamente diverso; vanno preparati, non improvvisati, sia fisicamente che mentalmente. Per questo credo che l’Arezzo debba puntare a vincere la stagione regolare.

- Parliamo dei singoli: chi l’ha colpita di più?
Pattarello l’ho visto in allenamento quando arrivò ad Arezzo e già allora aveva qualcosa di diverso, lo sta dimostrando. Guccione lo conosco da tanto tempo: quando avevo smesso di giocare, ma continuavo ad allenarmi a Cerea, c’era questo giovane mancino che non voleva mai perdere, che nell’uno contro uno non aveva paura di nessuno. Era lui. Vanno sottolineate anche l’intuizione del mister di schierarlo davanti alla difesa, con ottimi risultati, e la sua umiltà nel mettersi a disposizione della squadra. A parer mio, l'Arezzo è una corazzata.

Gianluca Falsini con la maglia della Reggina

- Che opinione ha di Bucchi?
Ama questo lavoro. Ha avuto alti e bassi, ma sembra l’Ancelotti della Serie C, per caratteristiche: bravo a gestire il gruppo, a non creare fratture nello spogliatoio e a tenere unita la piazza. Tiferemo tutti per lui e per l’Arezzo. Si meriterebbe di ottenere questa soddisfazione per il percorso che ha fatto.

- E il futuro di Gianluca Falsini?
Al momento sono senza panchina. Vorrei trovare un progetto serio, nei grandi ma anche in un percorso con i giovani costruito in un certo modo. Dopo quattro anni nelle giovanili della Roma, sono curioso di capire se le mie idee, dopo un cammino fatto di successi nello sviluppo dei giocatori, vedi Alessandro Romano, che ha esordito in A ultimamente, e di risultati, possano funzionare anche con i grandi. Mi permetta un ricordo. Ho avuto due allenatori aretini, che mi hanno insegnato tanto: Giorgio Battiston e colui che considero il maestro, Tonino Duranti. Vorrei ricordarlo. Oltre a me, ha fatto crescere molti calciatori che sono arrivati, poi, in Serie A.

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