L'analisi
Andrea Mandorlini e Francesco Tomei si sfidano al Del Duca
Chi sarà il vero avversario dell’Arezzo nella corsa alla Serie B da qui alla fine del campionato? Lo scatenato Ascoli di Francesco Tomei oppure il rinnovato Ravenna di Andrea Mandorlini? Una partita potrebbe cambiare tutto. La 31ª giornata rischia di diventare uno snodo decisivo. Lunedì 9 marzo, al Del Duca, andrà in scena Ascoli-Ravenna: molto più di una semplice sfida di alta classifica. È la partita che può stabilire chi sarà davvero l’inseguitrice più pericolosa dell’Arezzo nella volata finale. Per settimane il campionato era sembrato scivolare verso una versione ormai definitiva: Arezzo avanti, Ravenna all'inseguimento. Poi, nel giro di pochi giorni, tutto si è rimesso in movimento. La caduta casalinga degli amaranto contro la Ternana ha riaperto il girone B. A rendere ancora più elettrico il clima ci ha pensato l’Ascoli, capace di vincere all’ultimo minuto sul campo della Sambenedettese in uno dei derby più sentiti del calcio marchigiano e conquistare il primo posto.
La classifica continua a sorridere all’Arezzo. La squadra di Bucchi resta saldamente in testa con quattro punti di vantaggio sull’Ascoli e sei sul Ravenna. Un margine importante, rafforzato da un dettaglio non secondario: gli amaranto hanno anche una partita in più da giocare rispetto alle inseguitrici, che dovranno osservare il turno di riposo imposto dall’esclusione del Rimini. C’è però una data che tutti hanno già cerchiato in rosso. Il 30 marzo al Comunale si giocherà Arezzo-Ascoli. Uno scontro diretto che potrebbe indirizzare definitivamente la stagione. Una vittoria della capolista significherebbe mettere un’ipoteca pesantissima sulla promozione. Un passo falso, invece, riaprirebbe completamente la corsa. Prima di arrivare a quella sfida, però, c’è ancora tanta strada da fare. E la 31ª giornata non concede margini di distrazione.
Cristian Bucchi, tecnico dell'Arezzo
L’Arezzo è chiamato a reagire subito dopo la pesante sconfitta contro le Fere. Non sarà una trasferta semplice. Il Campobasso sta vivendo una stagione di grande solidità e occupa un affollato quarto posto insieme a Ternana, Pineto e Juve Next Gen. I molisani hanno il quarto miglior attacco del campionato e una spiccata vocazione offensiva, anche se la fase difensiva continua a concedere tanto. Se per l’Arezzo la parola chiave è ripartenza, per l’Ascoli è verifica. Al Del Duca arriva quella che fino a pochi giorni fa era la seconda forza del torneo. In città l’entusiasmo è alle stelle. I biglietti sono andati esauriti in poche ore e sugli spalti sono attesi oltre undicimila spettatori. Un clima che nasce soprattutto da ciò che è successo nell'ultimo turno: il derby vinto contro la Sambenedettese. Un successo dal peso storico. L’Ascoli sul campo dei cugini aveva vinto una sola volta: il 3 aprile 1927. Quasi cento anni fa. E le due squadre marchigiane non si affrontavano da quarant’anni. Numeri che spiegano meglio di qualsiasi commento l’ondata di entusiasmo generata dal gol decisivo di Simone Corazza.
L'Arezzo deve subito riprendere la corsa
Il Ravenna, al Del Duca, arriva con un obiettivo chiaro: restare agganciato alla corsa promozione. La squadra giallorossa vuole dare continuità alla marcia avviata con l’arrivo in panchina di Andrea Mandorlini. Un nome che ad Ascoli evoca ricordi importanti. Da calciatore, tra il 1981 e il 1984, collezionò proprio in bianconero 73 presenze in Serie A e cinque gol, diventando uno dei simboli di quella squadra. Una partita piena di significati e con un peso enorme perché chi vuole continuare a inseguire il Cavallino non può più permettersi passi falsi. Alle spalle del trio di testa la situazione appare molto più definita. Il distacco è enorme: le quarte sono a quindici punti dal Ravenna, a diciassette dall’Ascoli e addirittura a ventuno dall’Arezzo. Ternana, Campobasso, Juventus Next Gen e Pineto restano però formazioni che sarano protagoniste nella lotteria dei playoff. La Ternana, rinvigorita dal successo contro gli amaranto, è attesa dal derby con il Gubbio. Il Pineto farà visita alla Pianese, mentre la Juve Next Gen ospiterà la Vis Pesaro. Di fatto sono tutte le squadre che oggi occupano le posizioni fino al decimo posto, l’ultimo utile per accedere agli spareggi.
Calendario e combinazioni a parte, una cosa resta chiara. L’Arezzo è ancora padrone del proprio destino. Per tutta la stagione la squadra di Bucchi ha dimostrato di essere la più continua, la più solida e spesso anche la più concreta del girone. Ha costruito un vantaggio importante, può contare su una rosa di grande valore e ha ancora una partita in più da giocare. La società vuole fortemente la promozione. La città la aspetta da troppo tempo. Un passo falso, quello con la Ternana, può complicare il cammino, ma non cancellare ciò che è stato costruito fin qui. Ora più che mai spetta agli amaranto dimostrare, prima di tutto a se stessi, che questa Serie B la vogliono davvero. Perché nel calcio, alla fine, parlano solo i risultati. E la trasferta di Campobasso è la prima occasione per ricordarlo a tutti.
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