IL RAGGIRO
Attenzione alle truffe via messaggio
Un tentativo di truffa dietro l'altro. Sempre più spesso via telefono. L'ultima, la più recente, arriva con un Sms. Il messaggio è chiaro: "Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici Caf Centro Assistenza Formativa al numero 89389****5 per comunicazione che la riguardano". E' un numero a tariffa maggiorata, la chiamata ha lo scopo di scaricare il credito telefonico e ovviamente non fornisce alcun servizio di assistenza. Cosa fare? Ovviamente mai chiamare il numero indicato, eliminare il messaggio e bloccare il mittente sul telefono. I Caf tra l'altro non chiedono mai di essere contattati via Sms e tantomeno rimandano a numeri a tariffa maggiorata. Sia la Polizia postale che gli stessi Caf dei principali sindacati hanno confermato che si tratta di una frode molto diffusa.
Ce n'è un'altra che si sta ripetendo continuamente. Stavolta il messaggio arriva via WhatsApp e tra l'altro da quello che sembra un conoscente, un parente o un amico: "Ciao, potresti prestarmi 1025 euro? Devo pagare il dentista (o qualsiasi altra spesa, ndr) e al momento non ho soldi sulla carta. Te li restituisco stasera". Anche in questo caso si tratta soltanto di un tentativo di spillare quattrini. Mai rispondere e anche in questo caso bloccare il mittente.
Le truffe telefoniche sempre più frequenti
Ciò che rende queste truffe particolarmente efficaci è la loro capacità di mimetizzarsi nella normalità digitale quotidiana. Oggi gestiamo bonifici, consegne, pagamenti e comunicazioni ufficiali direttamente dal telefono. Ricevere un messaggio su un’operazione bancaria o su una spedizione non appare insolito. È proprio questa familiarità a ridurre le nostre difese. Eppure ci sono segnali che, se osservati con attenzione, permettono di riconoscere il pericolo. I link contengono indirizzi web anomali, con domini che non corrispondono a quelli ufficiali. A volte possono comparire errori grammaticali o formule generiche come “Gentile cliente”, senza alcun riferimento personale. Soprattutto, nessun istituto o ente serio chiede via sms di comunicare password complete o codici di sicurezza, di cliccare link, chiamare numeri strani e così via.
In caso di dubbio, la regola più sicura è sempre la stessa: non cliccare. Se il messaggio sembra riguardare la propria banca o un servizio realmente utilizzato, è opportuno accedere al vero sito digitando manualmente l’indirizzo nel browser o contattare il servizio clienti attraverso i canali ufficiali. In Italia, eventuali tentativi di frode possono essere segnalati alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, che monitora e contrasta questo tipo di reati informatici. Se si ricevono messaggi strani da numeri di conosciuti, amici o parenti, invece di rispondere via messaggio, provare sempre a chiamare e verificare. Chi mai chiede soldi con un WhatsApp o un Sms?
Diffidare sempre dalle urgenze improvvise
Il punto centrale non è vivere nella diffidenza costante, ma sviluppare una consapevolezza digitale proporzionata ai rischi attuali. Le campagne di smishing vengono inviate a migliaia di numeri contemporaneamente, con costi minimi per chi le organizza e potenziali guadagni elevati. Basta che una piccola percentuale di destinatari cada nel tranello perché l’operazione diventi redditizia per i truffatori. La tecnologia ha reso la nostra vita più semplice e immediata, ma ha anche aperto nuove frontiere per chi sfrutta l’inganno. Un messaggio ricevuto sul telefono non è automaticamente sinonimo di autenticità. Fermarsi qualche secondo, verificare la fonte e diffidare dell’urgenza improvvisa può fare la differenza tra una semplice notifica ignorata e un danno economico serio. Sempre massima attenzione.
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