Lunedì 09 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Salute

Tumori da papilloma virus, il vaccino fa la differenza. Perché e come proteggersi a 11 anni

La dottoressa De Sanctis: "Può favorire l’insorgenza di diverse forme di cancro"

Julie Mary Marini

09 Marzo 2026, 05:21

Tumori da papilloma virus, il vaccino fa la differenza. Perché e come proteggersi a 11 anni

La dottoressa Elena De Sanctis, responsabile della Rete vaccinazioni della Asl Toscana sud est

La prevenzione resta l’arma più efficace contro il papilloma virus. Ed è proprio per rafforzare la consapevolezza su questo tema che si è celebrata in tutto il mondo la Giornata internazionale dedicata alla prevenzione dell’infezione da Hpv, promossa dalla International Papillomavirus Society. L’iniziativa punta a richiamare l’attenzione su un messaggio chiaro: vaccinazione e screening rappresentano gli strumenti fondamentali per ridurre il peso delle infezioni e dei tumori associati al virus. Il vaccino anti-Hpv, somministrato preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale, è in grado di abbattere in modo significativo il rischio di sviluppare forme tumorali legate all’infezione. A questo si affianca lo screening periodico, che permette di individuare eventuali lesioni precancerose e intervenire tempestivamente, aumentando in modo rilevante le possibilità di cura.

Il vaccino resta il principale strumento di prevenzione

"Il papilloma virus non è un singolo virus – spiega la dottoressa Elena De Sanctis, responsabile della Rete vaccinazioni della Asl Toscana sud est – ma una famiglia composta da oltre 120 diverse tipologie, chiamate sierotipi o ceppi. Alcune sono considerate a basso rischio, perché in genere non sono associate allo sviluppo di tumori, mentre altre sono classificate ad alto rischio, in quanto possono favorire l’insorgenza di diverse forme di cancro". Tra i ceppi più diffusi a basso rischio figurano Hpv 6 e Hpv 11, responsabili soprattutto di verruche e condilomi genitali. Diverso il caso dei ceppi Hpv 16 e Hpv 18, che sono invece tra i più comuni ad alto rischio e causano circa il 70% dei tumori della cervice uterina, oltre a una parte significativa di altri tumori correlati all’infezione.

Il papilloma virus è infatti coinvolto nella totalità dei tumori della cervice uterina e in una quota rilevante di altre neoplasie: circa il 90% dei tumori dell’ano, il 70% di quelli della vagina, il 50% dei tumori del pene e il 40% dei tumori della vulva. A questi si aggiunge una percentuale significativa dei tumori dell’orofaringe – che comprendono, tra gli altri, quelli delle tonsille e della base della lingua – stimata intorno al 26%. "Si tratta di un virus estremamente contagioso – prosegue De Sanctis – che si trasmette principalmente attraverso i rapporti sessuali. L’uso del preservativo riduce il rischio di trasmissione, ma non lo elimina completamente. Inoltre, sono molto frequenti i cosiddetti portatori sani: persone che non manifestano sintomi evidenti ma che possono comunque trasmettere l’infezione".

Proprio per questo la prevenzione vaccinale assume un ruolo centrale. "Oggi disponiamo di uno strumento molto efficace: un vaccino che protegge contro nove sierotipi del virus e che consente di prevenire la grande maggioranza delle infezioni e dei tumori correlat", sottolinea ancora De Sanctis. In Toscana la vaccinazione viene offerta gratuitamente sia alle ragazze sia ai ragazzi al compimento degli 11 anni, un’età in cui il beneficio risulta massimo. Somministrare il vaccino prima dell’inizio dei rapporti sessuali consente infatti di creare una protezione efficace prima di un eventuale contatto con il virus, mentre la risposta immunitaria dei più giovani è particolarmente forte. I dati più recenti indicano un miglioramento significativo dell’adesione alla vaccinazione. "Nel 2025 – aggiunge De Sanctis – le coperture vaccinali tra gli adolescenti hanno raggiunto in Toscana i livelli più alti registrati finora: l’84,89% tra le ragazze e il 76,85% tra i ragazzi". Chi non ha effettuato la vaccinazione nel dodicesimo anno di età può comunque recuperarla successivamente: il vaccino resta gratuito fino ai 30 anni per le donne e fino ai 18 anni per gli uomini.

La vaccinazione è inoltre garantita senza limiti di età ad alcune categorie considerate a maggior rischio, tra cui le persone con infezione da Hiv, i soggetti immunodepressi e coloro che sono stati trattati per lesioni correlate all’Hpv, nei quali il vaccino può ridurre in modo significativo il rischio di recidiva. Resta comunque fondamentale anche la partecipazione ai programmi di screening per il tumore del collo dell’utero. L’adesione ai controlli periodici è raccomandata anche alle donne vaccinate, perché consente di individuare precocemente eventuali infezioni causate da ceppi virali non coperti dal vaccino. In questo modo prevenzione e diagnosi precoce continuano a lavorare insieme, offrendo la strategia più efficace per contrastare l’impatto del papillomavirus sulla salute pubblica.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie