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Sanità

Tumore e cuore, come combattere il cancro senza rischi cardiovascolari: al San Donato di Arezzo il modello che funziona. In 10 anni 5.500 pazienti

La cardioncologia garantisce la sicurezza nelle cure e la continuità. E' una delle sfide più delicate della lotta oncologica moderna

Julie Mary Marini

29 Gennaio 2026, 10:46

Tumore e cuore a rischio, come combattere il cancro senza rischi cardiovascolari: al San Donato il modello che funziona. In 10 anni 5.500 pazienti

I medici Sabrina Giusti, Massimo Felici e Alessandra Sabini

Curare il tumore senza mettere a repentaglio la salute del cuore è una delle sfide più complesse e silenziose della medicina contemporanea. Terapie oncologiche sempre più efficaci hanno migliorato in modo significativo la sopravvivenza, ma spesso pongono il sistema cardiovascolare sotto una pressione che non tutti i pazienti possono sostenere. È in questo equilibrio fragile, dove ogni decisione pesa sul presente e sul futuro della persona, che al San Donato di Arezzo prende forma una risposta strutturata e ormai consolidata: l’Ambulatorio di II livello di Cardioncologia, attivo dal 2013 e fondato su una reale integrazione tra Cardiologia e Oncologia. L’ambulatorio accompagna nel percorso di cura le persone con patologie oncologiche che presentano problemi cardiaci preesistenti o che rischiano di svilupparli a causa dei trattamenti. L’obiettivo non è solo prevenire le complicanze, ma consentire, quando possibile, la prosecuzione delle terapie oncologiche in sicurezza, evitando sospensioni o riduzioni non necessarie che potrebbero comprometterne l’efficacia. Un lavoro quotidiano di valutazione, monitoraggio e prevenzione che nel tempo ha dimostrato un impatto concreto sulla qualità di vita e sugli esiti complessivi delle cure.

I numeri raccontano la solidità di questo percorso. Ogni mese vengono seguite circa quaranta persone, oltre quattrocentocinquanta ogni anno, per un totale che supera le cinquemilacinquecento prese in carico dall’avvio dell’attività. Tutti i casi vengono valutati direttamente dal responsabile dell’ambulatorio, il dottor Massimo Felici, garantendo continuità assistenziale e un approccio uniforme. Le situazioni più complesse vengono affrontate attraverso il confronto all’interno di équipe multidisciplinari, dove competenze diverse si integrano per individuare le soluzioni più appropriate per ogni singolo paziente. “La cardioncologia nasce per rispondere a un bisogno reale dei pazienti oncologici: poter affrontare le cure senza aggiungere ulteriori rischi”, spiega il dottor Massimo Felici. “Il nostro lavoro è orientato a trovare un equilibrio tra l’efficacia delle terapie oncologiche e la tutela della salute cardiovascolare, grazie a un confronto continuo con gli oncologi. Un percorso reso possibile anche dal supporto e dalla visione condivisa della direttrice della UOC di Cardiologia, la dottoressa Alessandra Sabini, che ha sempre creduto nell’integrazione tra le diverse competenze”.

L'ingresso dell'ospedale San Donato di Arezzo

Un’integrazione che oggi rappresenta uno dei punti di forza dell’organizzazione sanitaria aretina. “L’Ambulatorio di II livello di Cardioncologia del San Donato rappresenta un modello ormai consolidato di collaborazione multidisciplinare”, sottolinea la dottoressa Alessandra Sabini, direttrice della UOC di Cardiologia di Arezzo, Bibbiena e Sansepolcro. “La sinergia strutturata tra Cardiologia e Oncologia consente valutazioni tempestive e percorsi assistenziali mirati, riducendo il rischio di complicanze cardiovascolari e limitando le interruzioni non necessarie dei trattamenti. È un’organizzazione che mette al centro la continuità della cura e la sicurezza del paziente, valorizzando il confronto costante tra professionisti”.

Dello stesso avviso Carlo Milandri, direttore della Uoc Oncologia di Arezzo, che evidenzia come la cardioncologia rappresenti oggi un passaggio imprescindibile nella presa in carico della persona con tumore. “La collaborazione continua con la Cardiologia ci permette di personalizzare i trattamenti, valutando fin dall’inizio il profilo di rischio cardiovascolare e accompagnando il paziente lungo tutto il percorso di cura. Questa sinergia non solo aumenta la sicurezza delle terapie oncologiche, ma rafforza un modello assistenziale integrato, basato su appropriatezza, continuità e qualità delle cure”. L’accesso all’Ambulatorio di II livello di Cardioncologia avviene su indicazione degli specialisti coinvolti nel percorso oncologico e cardiologico. Grazie alla stretta collaborazione tra i reparti, le segnalazioni vengono valutate rapidamente, consentendo approfondimenti diagnostici tempestivi e un monitoraggio ad alta precisione nei casi più complessi. Un’organizzazione che non si limita a gestire il rischio, ma lo anticipa, trasformando una delle fragilità più delicate del percorso oncologico in un terreno di cura condivisa e consapevole.

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