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Arezzo

La fuga di gpl, il mix esplosivo e l'innesco con una scintilla: si ricostruisce l'esplosione della casa. I vicini: "Come il terremoto"

La donna di 76 anni ancora in terapia intensiva, la procura attende la relazione tecnica dei vigili del fuoco sul disastro al Matto

Luca Serafini

17 Gennaio 2026, 07:53

Casa crollata al Matto

Un particolare della casa crollata al Matto

Un cumulo di pietre e un interrogativo da sciogliere: perché la casa al civico 29 al Matto è scoppiata e si è incendiata con le tre persone all'interno rimaste ferite? Com'è possibile che dall'impianto a gpl che serviva l'abitazione sia fuoriuscito del gas che, combinato con l'ossigeno, ha formato una miscela infiammabile micidiale, deflagrata con l'innesco di una scintilla?

La non semplice risposta è affidata ai tecnici dei vigili del fuoco di Arezzo ed è al centro dell'inchiesta aperta dal sostituto procuratore Elisabetta Iannelli sull'esplosione di giovedì 15 gennaio alle 17.20. Si esaminano il deposito, le tubature e la caldaia: lavoro molto difficile, un percorso in salita. L'ipotesi di reato contro ignoti, ieri sera non era stata ancora formalizzata, ma sarà senz'altro crollo colposo, o incendio colposo o disastro colposo.

Il bilancio al Matto poteva essere ben peggiore. Dei tre feriti resta ricoverata solo la 76enne Maria Colombi, che al momento dello scoppio si trovava al piano inferiore ed ha riportato ustioni per le quali dopo lo scoppio e i primi soccorsi è stata trasportata, intubata e in codice 3, al Cisanello di Pisa. In terapia intensiva, dovrà essere sottoposta a interventi e i polmoni vengono monitorati.

Già fuori dal San Donato la sorella Piera, 71 anni, e il compagno Sigfrido. Dimessi dopo le cure, conseguenze fisiche lievi ma choc enorme. Si sono salvati tra le macerie. Ma in un istante hanno perso l'abitazione, che si è letteralmente sbriciolata.

Il Comune di Arezzo, da noi interpellato, è disponibile a trovare una sistemazione provvisoria per gli abitanti della casa crollata. Se non hanno soluzioni alternative, una eventuale richiesta verrebbe presa nella dovuta considerazione, spiegano all'assessorato ai servizi sociali.

Ieri mattina il ritorno nel luogo dell'esplosione è stato per loro duro, durissimo. Squarciata dal pauroso botto sul lato della sede stradale, la casa è andata in pezzi: pietre e detriti hanno invaso la via. Area transennata. Sotto sequestro.

Siamo lungo la stretta via che congiunge la trafficatissima Strada regionale 71 e via di Ristradelle, più a valle. Una tranquilla zona di campagna tra campi, ilivi, mezzi agricoli, dove il casolare su due piani era stato oggetto di lavori di restauro al tetto e alle strutture.

Le travi sono venute giù, fa impressione il letto dove si trovava l'uomo, che gli ha fatto da scivolo, in mezzo ai detriti, insieme a oggetti della quotidianità.

I vicini di casa delle sorelle Colombi, a pochi metri di distanza, l'altro pomeriggio hanno sentito il boato e sono sobbalzati con lo spaventoso spostamento d'aria. “Abbiamo pensato al terremoto”, ci dicono. Sono usciti fuori, poi hanno capito e sono stati tra i primi soccorritori.

In pochi istanti al Matto è stato un via vai di ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco, che hanno spento l'incendio e operato sul posto anche con l'ausilio delle unità cinofile. A proposito di cani, i tre che stavano al piano superiore con la coppia, sono anch'essi scampati al peggio.

Per fortuna non era in casa la persona disabile che abitava qui. Era stato accompagnato al centro di riabilitazione.

Ora per prima cosa si attendono notizie positive da Pisa a proposito delle condizioni di Maria. E c'è il danno enorme con il quale misurarsi. Gli abitanti della casa sono in ginocchio e chiedono una mano.

Nello stesso tempo va spiegarto cosa è successo. Si deve capire se questo finimondo è frutto di una fatalità o di responsabilità precise nel montaggio o nella manutenzione dell'impianto alimentato a gpl diventato una bomba.

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