Arezzo
Senza casa dopo il crollo della casa al Matto
Disastro colposo e lesioni. Sono queste le ipotesi di reato con cui il sostituto procuratore Elisabetta Iannelli ha aperto un fascicolo contro ignoti sull’esplosione della casa al Matto, avvenuta alle 17.20 di giovedì 15 gennaio. Tre le persone ferite, due in modo lieve, Piera Colombi e Sigfrido Alunno, 71 e 63 anni, una ancora ricoverata al centro ustionati di Pisa, Maria Colombi, 76, sorella di Piera.
Oltre al sequestro dell’abitazione parzialmente crollata sono stati apposti i sigilli anche sul bombolone del gpl che si trova all’esterno, nel cortile posto lungo la stretta strada secondaria che collega la Sr71 con via di Ristradelle.

Anche ieri i vigili del fuoco sono tornati al Matto. Le attenzioni si concentrano sulle caratteristiche dell’impianto, sulla sua regolarità e manutenzione. Dal serbatoio, dopo i contatori, i tubi entrano nell’edificio. La perdita di gas è avvenuta all’interno della struttura, al piano terreno, dove stava Maria, la più grave, che ha riportato ustioni sul 18 per cento del corpo. Seguita presso il centro specialistico di Pisa, in prognosi riservata, in condizioni definite stabili. Non sarebbe in pericolo di vita.
Con la donna, al momento dello scoppio non c’era il figlio, 42enne, professionista. Le altre due persone, Piera e Sigfrido, erano al piano superiore. Le stanze sono state sventrate. L’uomo era sul letto che si è trasformato in una sorta di cucchiaio che lo ha catapultato ma anche protetto tra le macerie. Lui e la compagna, medicati al San Donato, sono stati dimessi a distanza di ore. Il figlio di Piera, 35enne disabile, non era in casa: in quel momento si trovava al centro di riabilitazione di Agazzi.

La deflagrazione può essere stata provocata da una minima scintilla, ma anche dal telefonino o dal calore, in presenza della miscela infiammabile composta da gpl e ossigeno. Un mix micidiale. Mentre ci si sta occupando dell’emergenza abitativa di queste persone rimaste senza tetto, l’inchiesta della procura deve fare piena luce sull’accaduto. Se c’è stato un malfunzionamento imputabile a figure tecniche che possono essere indagate, o se tutto è da ricondurre ad un incidente domestico senza responsabilità esterne. Probabilmente il pm Iannelli incaricherà un esperto come consulente al quale porre quesiti sulle cause dell’esplosione. Come pure dovrà essere valutato lo stato dell’immobile crollato che in buona parte sembra da demolire.
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Non avere più un tetto, le proprie cose, i vestiti, la quotidianità. Un dramma. È il momento della solidarietà per la famiglia rimasta senza casa, costretta ad arrangiarsi per un alloggio. L’esplosione ha sbriciolato la casa colonica che da tanto tempo appartiene alla famiglia Colombi. Scattano spontanee iniziative di aiuto per le persone sopravvissute all’esplosione, ma adesso in grave difficoltà, con un trauma che resterà per sempre e con la consapevolezza di aver perso tutto, o quasi, nel rudere transennato e sotto sequestro, forse da demolire.
L’Associazione Il Velocipede di Arezzo ha lanciato una raccolta fondi. “L’esplosione che ha distrutto la casa in località Il Matto ha colpito al cuore la nostra piccola comunità: la famiglia che ha perso tutto fa parte della nostra associazione di volontariato”, si legge sui social. “Per dare un sostegno reale in questo momento difficile, abbiamo attivato una raccolta fondi per aiutarli a ripartire”. Lo scrive la presidente Daniela Mozzorecchi. Piera Colombi infatti è socia del Velocipede, in quanto madre di un ragazzo con disabilità. Il giovane, 35 anni, per fortuna era fuori al momento dell’esplosione. Lo avevano accompagnato ad Agazzi. Salvo anche lui, ma senza la cameretta, il suo mondo. Tutto perduto.
È rimasto là ad Agazzi e non ha visto lo scempio della casa. La madre Piera, ospitata in una struttura messa a disposizione per l’emergenza, e il compagno Sigfrido Alunno, si preoccupano per lui. E Il Velocipede viene in soccorso. “Puoi dare il tuo contributo in due modi” si legge nel post che gira come un tam tam sui social: “Bonifico Bancario IBAN: IT66R0103014100000063387291 Intestato a: Associazione di volontariato Il Velocipede Causale: \"Emergenza Famiglia Arezzo\"; oppure di persona presso la nostra sede in Via del Trionfo 27, unicamente a mezzo assegno bancario non trasferibile a favore di \"Il Velocipede ODV\". Non lasciamoli soli”. L’associazione aggiunge: “Ogni donazione, piccola o grande, è un mattone fondamentale per la loro ricostruzione. Grazie di cuore per la vostra generosità.” La raccolta terminerà il 28 febbraio.
Parallelamente, si stanno mobilitando anche gli amici del figlio della signora Maria, anche lui non in casa quando c’è stata l’esplosione. Si parla anche in questo caso di una raccolta fondi e di un supporto. Il Comune di Arezzo è pronto a intervenire se verrà presentata formale richiesta.
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