Verso il voto
Marcello Comanducci e Marco Donati
L'avvocato Piero Melani Graverini declina l'invito e nel centrodestra è l'ora della decisione per Marcello Comanducci, se candidarsi a sindaco o no, mentre resta un punto fermo il nome di Lucia Tanti. L'ultima settimana di gennaio si è aperta con la scelta del penalista dopo settimane di riflessione: “Onorato” per la richiesta, dice Graverini, ma indisponibile “dopo una seria riflessione e un 'esame di coscienza' professionale”, tuttavia pronto ad “animare una lista civica a supporto di un candidato più giovane, capace di offrire una prospettiva solida e credibile per i prossimi dieci anni al servizio della città di Arezzo”.
Indicato da molti come il miglior interprete per il cambiamento a Palazzo Cavallo, interpellato dallo stesso sindaco Alessandro Ghinelli e dal leader di Fratelli d'Italia, Francesco Macrì, l'avvocato Graverini alla fine ha maturato la consapevolezza che a 72 anni di età e con 43 anni di attività professionale, la toga è e sarà la sua seconda pelle, mentre la fascia tricolore non ritiene sia la sua missione. Ieri mattina le 15 righe scritte dal penalista hanno chiuso con chiarezza il discorso. “Una proposta che mi ha profondamente colpito e che ho valutato con grande attenzione e senso di responsabilità” scrive l'avvocato che tra i mille processi ha di recente difeso e fatto assolvere Sandro Mugnai, per legittima difesa, dall'accusa di omicidio per aver ucciso il vicino che gli buttava giù casa con la ruspa.
Un no alla candidatura, spiega Graverini, “condiviso con i dodici professionisti del mio studio legale”, dopo aver preso atto che “l'incarico di sindaco richiede un impegno totalizzante, full time, che allo stato attuale non posso assumere in prima linea, seppur con non poco dispiacere”. In questo periodo Graverini ha sentito la vicinanza di molti aretini: “Non posso e non voglio deludere chi mi ha manifestato fiducia, sostegno e una sincera voglia di partecipazione”. Da qui la determinazione: “Ritengo che il mio profilo possa essere utile”. Aspetto, questo, sottolineato da Fratelli d'Italia, partito perno della maggioranza, che credeva molto sulla candidatura Graverini dopo aver visto sfumare la prima scelta, Gabriele Veneri, rimasto in consiglio regionale.
La nota del commissario di FdI, Simona Petrucci, evidenzia la “significativa volontà di continuare a partecipare attivamente al percorso politico”. Con l'allargamento del perimetro del centrodestra intorno a Graverini “figura di garanzia, capace di parlare a fasce ampie della cittadinanza”. E rientrano in questa logica “le interlocuzioni già aperte con Comanducci e Gamurrini, con i quali è stato avviato un confronto costruttivo”. Forse decisivo. Nei prossimi giorni si attendono sviluppi su questo versante. In vantaggio nei gradimenti di coalizione sarebbe l'ex assessore Comanducci, padre della Città del Natale, trattenuto da pressanti vincoli lavorativi, in caso da sciogliere; ma vanta seguito e personalità anche l'ex vice sindaco Gamurrini. Giovedì riunione di coalizione.
Il confronto interno per la scelta finale è tra una candidatura di continuità e competenza, Lucia Tanti, e una di discontinuità rispetto all'ultima giunta Ghinelli. I mesi scorsi hanno prodotto altri nomi tratti da società civile e professioni, mai decollati realmente: Carlo Polci, Giovanni Grazzini, Carla Tavanti. Coalizione che procede tutto sommato compatta, con le sue varie componenti civico-centriste, di Forza Italia, di Noi Moderati e con la stessa Lega che partecipa alla cucitura del percorso, nel quale Mario Agnelli ha il ruolo di commissario provinciale e non come alcuni vagheggiano da sempre di candidato che dalla terra del Cassero plana nel capoluogo.
Da registrare, infine, i segnali lanciati da Lucia Cherici (Forza Italia) al suo ex partito, Azione: “Condividere un percorso comune” su linee politiche nazionali, referendum, ed elezioni locali. E ad Azione, che sul simbolo reca il nome di Marco Donati, si rivolgono anche Francesco Palazzini e Renato Viscovo, capogruppo e consigliere del partito di Giorgia Meloni, con forte invito a scegliere dove stare: “La presenza di Azione rende difficile collocare Donati all'interno del cosiddetto campo largo”.
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Denso di riflessione, partecipazione e nello stesso tempo logorante, è il percorso del centrosinistra verso l'obiettivo elettorale. A che punto è il dialogo aperto con Marco Donati, irrobustito dal successo nel fine settimana del Festival dell'innovazione urbana? Fermi restando gli ostacoli interni al Pd aretino, pare che la riflessione sulla sua possibile candidatura per il campo largo, sia in atto, seria, a livello regionale. Tra scorie antiche ed elezioni da poter vincere, c'è da meditare bene. C'è spazio per una convergenza tra la coalizione che sorregge Donati e quella che ha vinto alle regionali.
La fase è forse quella cruciale. Mentre gli stessi potenziali candidati di cui si parla da mesi, Vincenzo Ceccarelli e Stefano Tenti, avrebbero mandato segnali di disponibilità a termine: entro la fine del mese serve una scelta. Nel quadro ancora fluido, c'è chi vede ancora possibile l'uscita dal mazzo di carte del centrosinistra del nome di Franco Vaccari padre di Rondine Cittadella della Pace. Intanto il Pd avvia un “percorso di ascolto e partecipazione per costruire proposte per la città” come deciso nell'assemblea comunale del 12 gennaio. Approfondimenti su priorità, proposte e contributo specifico del Pd sui principali temi della città, in sintonia col programma di una coalizione che abbraccia M5s, Casa Riformista, Italia Viva, Arezzo 2020, Avs e altre espressioni.
“Nasceranno tavoli di lavoro e spazi di discussione - spiega Luciano Ralli, segretario comunale del Partito Democratico di Arezzo - momenti di incontro sui temi della vita cittadina per rilanciare idee e proposte concrete. Un percorso partecipato e di ascolto, aperto a iscritte e iscritti, simpatizzanti e a chiunque voglia contribuire con competenze ed esperienze, in uno scambio libero di punti di vista”.
Ieri al Circolo Aurora cultura, turismo, sport; oggi ore 18 lavoro, innovazione, sviluppo economico; domani ore 17 welfare, sanità, coesione sociale e sicurezza; 2 febbraio, ore 18 scuola, formazione, partecipazione; 3 febbraio, ore 18 ambiente, mobilità, politiche del territorio. La partecipazione, dice il Pd in un comunicato, è aperta: ci si può iscrivere ai tavoli il giorno della convocazione. Un ponderoso lavoro preparatorio al quale manca un volto, un nome e un cognome, da offrire agli aretini come candidato.
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