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Salute

Morbo della mucca pazza, un caso ad Arezzo. La Asl: "Nessun allarme, non è trasmissibile da uomo a uomo"

Ricovero per la malattia Creutzfeldt-Jakob non attribuibile al consumo di carne bovina infetta

Julie Mary Marini

29 Gennaio 2026, 17:10

Morbo della mucca pazza, un caso ad Arezzo. La Asl: "Nessun allarme, non è trasmissibile da uomo a uomo"

La malattia di Creutzfeldt-Jakob è una patologia neurodegenerativa rara (foto di archivio)

Al San Donato di Arezzo un ricovero per la malattia di Creutzfeldt-Jakob, più nota come il morbo della mucca passa. L’Asl Toscana sud est per fare chiarezza ed evitare inutili allarmismi spiega che il caso non è in alcun modo attribuibile al consumo di carne bovina infetta. Come previsto dalle procedure nazionali di sorveglianza, l’evento è stato regolarmente segnalato all’Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di un passaggio obbligatorio e standardizzato, che rientra nei protocolli di monitoraggio delle patologie rare e non implica, di per sé, la presenza di un rischio per la salute pubblica.

La malattia di Creutzfeldt-Jakob è una patologia neurodegenerativa rara, caratterizzata da un decorso progressivo, che non è trasmissibile da persona a persona. Ad oggi non esiste una terapia in grado di modificarne l’evoluzione, ma sono disponibili trattamenti di tipo sintomatico finalizzati a migliorare, per quanto possibile, la qualità della vita dei pazienti. Dal punto di vista clinico ed epidemiologico, le forme di Creutzfeldt-Jakob riconosciute sono tre. La più frequente è quella sporadica, che rappresenta la grande maggioranza dei casi e la cui origine resta sconosciuta. Esiste poi una forma familiare, legata a mutazioni genetiche ereditarie, e infine la variante associata al consumo di carne bovina contaminata da encefalopatia spongiforme, evenienza oggi estremamente rara e sottoposta a rigidi controlli sanitari.

È proprio quest’ultima ipotesi che l’Asl Toscana sud est esclude con decisione per il caso di Arezzo. Non vi sono elementi che riconducano la situazione clinica alla variante legata alla filiera alimentare, né tantomeno indicazioni che possano far ipotizzare un rischio per la collettività. L’Azienda ribadisce quindi l’importanza di attenersi alle informazioni ufficiali, invitando a evitare interpretazioni improprie che possono generare preoccupazioni infondate.

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