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Arezzo

La moglie di Graverini minacciata di morte dai banditi. L'avvocato: "Così la rapina in casa nostra"

In zona Giotto alle 18.30 malviventi entrati dalla finestra, l'intervento del fratello della donna, le indagini

Luca Serafini

01 Febbraio 2026, 23:27

Piero Melani Graverini

L'avvocato Piero Melani Graverini

Gloria sta bene, è una donna forte, ma per lei è stata un’esperienza durissima: si è trovata in casa i malviventi con una spranga in mano”.

L’avvocato Piero Melani Graverini racconta, mentre il telefono gli squilla di continuo: mezzo mondo lo chiama per sapere della rapina. Nuovo fatto di brutta cronaca ad Arezzo, sabato pomeriggio, in via Ristoro quartiere Giotto.

“Io ero fuori stavo rientrando in casa, questione di minuti e me li sarei trovati a tu per tu. Erano le 18.30 circa, mia moglie era in casa ed ha visto delle ombre, ha capito che c’era qualcuno. Erano entrati scalando la parete forzando una serranda al secondo piano. Gloria è uscita di casa, per le scale, urlando e chiamando aiuto: suo fratello sta di sopra. Uno l’ha afferrata e riportata in casa, aveva un piede di porco in mano. Quello ha anche cercato di prendere mio cognato, ma si è divincolato ed è risalito a chiamare il 112. Poi mia moglie è stata messa a sedere su una sedia e minacciata dicendole: ti spacchiamo la testa. Si sono fatti consegnare le chiavi della cassaforte”. Attimi di terrore.

L’edificio di via Ristoro è su tre piani. Al primo una volta abitavano i suoceri, al secondo stanno l’avvocato e la moglie, di sopra il fratello di Gloria. E proprio lui ha fatto arrivare le forze dell’ordine. L’arrivo della Volante è stato fulmineo. “I malviventi sono dovuti scappare di corsa passando dalla finestra, avevano con sé il contenuto della cassaforte, infilato in una federa, ma gli è rimasto a terra mentre scappavano”.

In strada c’era un quinto uomo a bordo di un’auto, un’Audi nera, che poi è partita a tutto gas in direzione di via Giotto e poi verso la Valdichiana, facendo perdere le tracce ad Alberoro. La signora Graverini non ha riportato conseguenze fisiche, ma lo spavento è stato tanto. Una di quelle circostanze che non si dimenticano più.

La polizia intervenuta sul posto ha eseguito tutto il consueto rituale dei rilievi. I banditi indossavano guanti e avevano il passamontagna. Pare parlassero un italiano con inflessione dell’est. Qualche istante dopo l’accaduto è arrivato l’avvocato Piero Melani Graverini che si è subito preso cura della moglie, impaurita e sconvolta. Gli inquirenti hanno acquisito le testimonianze della donna e del fratello. Sembra che non manchi niente di cose materiali di valore. Resta il dubbio se il bersaglio sia stato scelto a caso o in modo mirato da parte di chi conosce bene l’avvocato, 72 anni, penalista di lunga carriera, molto noto.

In tempi recenti ha difeso, portandolo all’assoluzione, Sandro Mugnai, l’artigiano di San Polo che sparò al vicino di casa che gli buttava giù l’abitazione con una ruspa, e lo uccise. Legittima difesa. Piero Melani Graverini nei giorni scorsi ha sciolto dopo settimane la riserva sulla richiesta di rendersi disponibile per la candidatura a sindaco, fattagli dal centrodestra, dichiarandosi onorato ma orientato a proseguire ancora la sua attività come avvocato.

Aretino molto conosciuto, affabile, sportivo, insieme alla moglie ora continua a ricevere attestazioni di vicinanza e di sostegno in un momento molto particolare.

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