Arezzo
Beppe Angiolini Sugar con Pisaniello e Macrì
“Non ci hanno visto arrivare”. Quelli della "cosa" di Sugar mentre alzano i calici in Piazza Grande non usano certo la celebre frase della Schlein quando si prese il Pd, però li vedi brillare della stessa soddisfazione di chi ha colto tutti in contropiede. Accanto ai tre (Beppe Angiolini, Pasquale Giuseppe Macrì, Manuela Pisaniello) nel caffè di Piazza Grande c'è il bersaglio della Giostra del Saracino, simbolo anche questo di una città, Arezzo, in attesa del nuovo sindaco. Se hanno fatto centro, presto per dirlo.
Un'avvisaglia rimasta sotto silenzio di ciò che poi è avvenuto, c'era stata venerdì scorso: la lettera di dimissioni presentata da Manuela Pisaniello al segretario comunale del Partito democratico, Luciano Ralli. “Con la presente desidero comunicare la mia decisione di non proseguire la militanza politica nel Partito democratico...” Una scelta “sofferta ma convinta” perché “non mi riconosco più nelle idee e nell'impostazione politica prevalente”. Troppe le visioni divergenti con il partito su temi nazionali - dalla sicurezza al referendum - e, goccia che ha fatto traboccare il vaso, deve essere stato il percorso locale per la scelta del candidato sindaco del Pd (Vincenzo Ceccarelli ora al centro della riflessione di coalizione).
"Sono entrata nel Pd quando era un partito a vocazione plurale e maggioritaria, nato dal tentativo di sintesi fra due culture profondamente diverse: un progetto pragmatico, con l’ambizione di governare responsabilmente il Paese. Con il tempo, però, è diventato evidente che quella sintesi non è riuscita (...) Concordo con la Segretaria Elly Schlein quando afferma che il partito ha oggi, per la prima volta nella sua storia, una linea “sola, chiara e unica”. Per serietà e onestà nei confronti di me stessa e del partito che mi ha accolto al mio arrivo ad Arezzo – la mia prima famiglia politica e qualcosa di più – ritengo questo passo non più rinviabile. Le diversità di vedute, divenute ormai incolmabili, sono molte, al netto della stima sincera e immutata per le persone coinvolte. Nel salutarvi, però, il mio desiderio è solo uno: dire a tutti voi grazie. Ringrazio chi mi ha generosamente accolto, chi mi è stato vicino e chi ha condiviso con me questo tratto di strada, importante e formativo. Rinnovo il massimo rispetto, la stima e l’amicizia per le persone incontrate. È stata un’esperienza splendida, una parte importante della mia vita che non rinnego e che porterò con me. Con rammarico, ma con decisione ponderata e irrevocabile, rassegno le dimissioni dalla Segreteria Comunale e consegno fin d’ora la tessera".
Così Pisaniello, la lady della lista, dopo aver vissuto gli ultimi periodi fuori sintonia con i dem, restituita la tessera, eccola qui a fianco di Beppe Angiolini, Sugar e di Beppe Macrì.
Mister look, dopo l'annuncio alla città scritto con cuore e visione, un testo che ha ricordato a molti quello del 1994 della discesa in campo di Silvio Berlusconi, facendo le debite proporzioni, ha rimarcato i concetti, con a fianco dunque due ex Pd di impronta riformista, Pisaniello e la colonna portante del progetto, Pasquale Giuseppe Macrì, Beppe per gli amici, il medico legale ex assessore alla cultura, appassionato di arte, innovativo (per amor di verità, aggiungiamo, cugino di Francesco Macrì, leader di Fratelli d'Italia e presidente di Estra finora con percorsi politici e di carriera diversi). Anche Beppe Macrì aveva dato avvisaglie, a ripensarci, con la presentazione del comitato per il sì al referendum sulla giustizia. Pure lui con trascorsi di rilievo del Pd. Un fil rouge che alla fine ha portato alla sorpresa della lista di Angiolini.
Alla presentazione non è passato inosservato, tra i tanti personaggi, l'avvocato Luca Fanfani, penalista di stoffa, figlio dell'ex sindaco Giuseppe, quindi bisnipote di Amintore. E, sempre per tener fede alla verità, marito di Pisaniello. L'avvocato non nasconde il suo apprezzamento per il passo fatto da Sugar, come registrato dal Corriere di Arezzo già nelle ore precedenti alla presentazione della candidatura di Angiolini sotto le Logge del Vasari.
“Angiolini candidato? Il più bel regalo che Arezzo potesse ricevere: un atto di generosità e coraggio da parte di un imprenditore della moda conosciuto e apprezzato in tutti i continenti”. Alla domanda su un suo impegno diretto, Fanfani ci risponde così: “Io in lista? per Beppe lo farei subito, ma non posso. L'attuale impegno diviso tra gli studi di Roma e Arezzo non me lo consente. Ma voterò con grande entusiasmo Beppe e spero davvero sia il prossimo sindaco di Arezzo".
Ce n'è abbastanza per dire che pezzi importanti della comunità aretina si sono mossi in direzione di Sugar, che si propone fuori dagli schemi, né di sinistra né di destra, ma che per governare Arezzo, obiettivo dichiarato, in nome della bellezza e quant'altro, dovrà scegliersi dei compagni di viaggio nel percorso elettorale. Fiutata la possibile svolta giusta, il centrodestra si accinge ad aprire un confronto interno e poi, sui programmi, con la lista civica.
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