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Sicurezza

Furti nelle case, l'incubo della Toscana sotto assedio dei ladri. Seconda regione più colpita in Italia. Il punto su Arezzo

Nel territorio regionale 14.514 denunce in un anno. La protezione delle mura domestiche ormai è diventata una priorità

Giuseppe Silvestri

05 Marzo 2026, 05:53

Furti nelle case, l'incubo della Toscana sotto assedio dei ladri. Seconda regione più colpiti in Italia. Il punto su Arezzo

La paura dei ladri è sempre più alta

Furti nelle case: mentre l'Italia guarda alla Toscana per la sua bellezza, i ladri la guardano per derubarla. I dati della quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis–Verisure, realizzato con il Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, delineano un bollettino d'allerta che non lascia spazio a interpretazioni: con 39,6 furti ogni 10.000 abitanti, la regione è ufficialmente il secondo territorio più bersagliato della Penisola, posizionandosi ben al di sopra della media nazionale di 26,4. Nel solo 2024 sono stati registrati 14.514 furti in abitazione, un volume di reati cresciuto del 3% rispetto all'anno precedente che si accompagna a un inquietante primato nelle rapine domestiche violente: con 143 episodi (3,9 ogni 100.000 abitanti), la Toscana siede nuovamente al secondo posto della graduatoria nazionale, superata solo dal Lazio.

In questo scenario di forte pressione, la provincia di Arezzo prova a resistere segnando un'inversione di rotta significativa. Se il 2024 si era chiuso con 1.264 denunce e un’incidenza di 37,9 colpi ogni 10.000 residenti, i dati del primo semestre del 2025 raccontano una storia diversa, fatta di un calo delle denunce del 16,5%. Si tratta di un segnale di speranza che si inserisce in un trend regionale di medio periodo (2019-2024) in calo del 9,8% e che trova conferma nei primi sei mesi del 2025, dove i furti totali in Toscana sono scesi a 5.579 rispetto ai 6.307 dello stesso periodo dell'anno precedente (-11,5%).

Tuttavia, il quadro resta frammentato e vede ben tre province toscane nella "top 10" nazionale per pericolosità. La provincia di Pisa detiene il triste primato di area più colpita d'Italia nel 2024 con 2.273 furti denunciati (54,4 ogni 10.000 abitanti), un valore che nel solo capoluogo schizza a un'incidenza record di 75,7, la più alta tra tutti i comuni capoluogo italiani. Nonostante ciò, Pisa mostra segnali di ripresa nel primo semestre 2025 con un calo del 25,2% (753 furti contro i 1.007 del 2024). Firenze segue a ruota occupando il quinto posto nazionale con 4.259 furti provinciali (43 ogni 10.000 abitanti), mentre il solo comune di Firenze, pur riducendo i colpi del 16% nel 2024 (1.803 episodi), resta il quarto capoluogo italiano per numero assoluto di furti. Anche per l'area fiorentina il primo semestre del 2025 conferma la discesa con un ulteriore -7,2%. La mappa del rischio si estende a Grosseto, settima provincia in Italia con 917 furti e un tasso di 42,5 ogni 10.000 abitanti, e a Pistoia, che con 1.128 casi nel 2024 (incidenza 38,9) ha invece registrato un lieve incremento del 2,2% nella prima parte del 2025. 
Dinamiche simili si osservano a Lucca, che dopo i 1.297 furti del 2024 scende del 14,8% nel 2025, mentre desta preoccupazione il caso di Prato: dopo un 2024 relativamente contenuto (779 furti), nei primi sei mesi del 2025 i casi sono esplosi del 37,8%, raggiungendo quota 434. Questa morsa criminale ha fatto scivolare la Toscana al 16° posto nell’Indice regionale della Sicurezza Domestica 2025, perdendo due posizioni rispetto all'anno precedente. L'indice evidenzia un paradosso: se da un lato le infrastrutture fisiche delle case toscane sono eccellenti (7° posto nazionale), la percezione della sicurezza nella zona di residenza precipita al 16° posto e la sicurezza personale domestica si ferma al 13°. Va sottolineato un aspetto: i dati sono relativi alle denunce ed è bene ricordare che non sempre le famiglie colpite denunciano. Non lo fanno quando il bottino dei ladri è di lieve entità e quando considerano basse le probabilità che possano essere scoperti i ladri e recuperata la refurtiva. I dati assoluti dei colpi messi a segno, dunque, sono ben più alti. 

Il rapporto "La sicurezza al servizio degli italiani" sottolinea come la casa sia ormai il fulcro di un ecosistema dove si intrecciano affetti e attività professionali digitali sempre connesse con l'esterno. In questa società complessa, la protezione delle mura domestiche è diventata un pilastro del benessere: il 90,8% degli italiani la considera un elemento vitale per la propria qualità della vita. La risposta dei cittadini è pragmatica e tecnologica: l’84,9% trova serenità nella presenza di sistemi di protezione e il 64,1% è determinato a investire ulteriormente nel prossimo futuro per blindare la propria quotidianità e quella dei propri cari.

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