Arezzo
Unoaerre, l'incontro per i 100 anni dell'azienda
Mani, volti, storie. Il cuore di Unoaerre sono queste donne e questi uomini. Tute blu e colletti bianchi. Ieri i 340 dipendenti dell'azienda secolare si sono radunati per festeggiare il centenario. Davanti alla presidente Maria Cristina Squarcialupi, al consigliere Andrea suo fratello e all'amministratore delegato Luca Benvenuti.
C'è la frase “We are Unoaerre” scritta a grandi lettere nel maxi pannello. E lo slogan: “la nostra storia crea il nostro futuro”.
Sì, per il settore orafo il momento non è affatto facile, con il mondo in tempesta, ma qui si respira positività. Di futuro, appunto.
A San Zeno è stato un momento celebrativo semplice e schietto condiviso in fabbrica con chi l'oro lo lavora, lo modella, lo pensa, lo distribuisce nel globo, identificato dal brand dei brand, conosciuto in tutto il mondo.
“Pensate, questa azienda partì nel 1926 come una startup”, dice Maria Cristina Squarcialupi, che è anche presidente di Federorafi. Fierezza, orgoglio, consapevolezza in questa assemblea festosa e sobria per le cento candeline dell'azienda. “Anche quello era un periodo abbastanza complicato”, ricorda, “dopo la prima guerra mondiale e all'inizio del periodo fascista che avrebbe portato l'Italia ad un'altra guerra”. Nel 1944 Unoaerre fu anche bombardata e distrutta, ma si risollevò, poi prese a volare.

“In cento anni di storia sono passati da Unoaerre seimila lavoratori, seimila famiglie, che se consideriamo l'indotto del distretto più grande d'Europa creato intorno a Unoaerre e il settore del recupero metalli, sono molte di più” continua Maria Cristina. “Grazie a voi, a chi c'è stato prima, a chi verrà dopo di voi. Siete il cuore di Unoaerre. E' grazie a voi se siamo arrivati qui”.
Tutto cominciato con i fondatori Leopoldo Gori e Carlo Zucchi: prima di loro ad Arezzo, nel centro storico, c'erano botteghe di orefici custodi di antichi segreti. Piccole quantità. Con Gori e Zucchi nacque invece la produzione organizzata, evoluta, con macchinari e concezione industriale senza tradire la qualità.

Ma Unoaerre nel 2012 ha avuto bisogno di un rifondatore. Sergio Squarcialupi. E nella sala piena di lavoratori parte un applauso lungo, da brivido, quando Maria Cristina ricorda chi salvò Unoaerre dal declino: suo padre, che da anni è fuori dalle scene per problemi di salute. “Ha preso Unoaerre per mano, l'ha portata in un porto sicuro. Chi lo ha conosciuto sa quanto sarebbe orgoglioso di essere qui in questo momento”. La voce si increspa: “Lui avrebbe fatto un discorso migliore, pungente, anche cattivello, nel suo stile, con le sue parole arrivava alla testa, al cuore, alla pancia delle persone”. Poi Maria Cristina con la commozione che sta per prendere il sopravvento, aggiunge: “Sono sicura che lui è qui con noi e ci sta abbracciando e dicendo, andate avanti così, continuate, mettetecela tutta, anche se sono momenti difficili, credete in questa grande famiglia che si chiama Unoaerre”.
Prima della colazione condivisa con le maestranze, anche le parole dell'ad Luca Benvenuti: “Grazie per quello che state facendo, che avete fatto e soprattutto per quello che farete”, sottolineando il valore della famiglia Squarcialupi, che ha rigenerato un'azienda che “nel 2010 era fiaccata ed ora è solida e questo, in un contesto così difficile, deve essere un grande onore”.
Fatturato 2025 intorno ai 280 milioni, marginalità migliorata, prestigio indiscusso.
In questa stessa grande stanza, nel 2012 Squarcialupi, figlio di Unoaerre e padre di Chimet, quindi salvatore della stessa Unoaerre, disse ai lavoratori motivandoli: “Noi siamo Unoaerre, ricordatevelo. E i nostri prodotti devono essere il meglio. Con tutte le ‘stimmate', come Dio comanda. Voi fate le differenza! Metteteci tutto. Lo stomaco, i muscoli, il cuore”.
Tra i tanti lavoratori alla festa del 100°, Catia e Mauro, i più anziani del gruppo, con il meritato riposo che si avvicina, tra ricordi e futuro: “Speriamo per i colleghi e per chi verrà dopo di noi, che ci siano altri cento anni di Unoaerre”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy