Arezzo
Il colpo finito sulla vetrina, l'omicida e la vittima
Omicidio di Olmo, è il momento del dolore. La salma del 29 ucciso venerdì 20 marzo a Olmo, frazione di Arezzo, è stata restituita alla famiglia che lo piange.
Gjergj Pergegaj sarà sepolto nel suo Paese, l'Albania, dal quale era arrivato in Italia circa cinque anni fa. Lavorava come muratore. E' crollato sotto i colpi di pistola esplosi dal connazionale Edison Beluli, 35 anni.
Una ragazza contesa all'origine del fatto di sangue. L'autopsia eseguita a Siena dall'equipe di medicina legale ha fornito al pm Emanuela Greco indicazioni precise sulle lesioni da arma da fuoco. Mortale il colpo alla trachea sparato da distanza ravvicinata, a bruciapelo. Un secondo colpo ha raggiunto al petto il 29enne. Gli altri due proiettili sono andati fuori bersaglio.
Uno si è infranto sulla vetrina del ristorante pizzeria prospiciente. Il locale è assolutamente estraneo alla vicenda. Vi lavora la giovane che sarebbe stata al centro dell'inimicizia tra i due. Ex compagna di Gjergj, frequentava Edison. C'erano stati già screzi tra i due.
Poi alle 23,30 del 20 marzo l'omicidio. Eseguito con una pistola Glock proveniente da un furto ad Assisi, in appartamento, un anno fa, che Beluli si era procurato giorni prima del delitto. E' in carcere accusato di omicidio volontario e secondo il gip Claudio Lara non si può contestare la premeditazione, anche se gli spari avvengono dopo che Pergegaj scende dalla macchina e il rivale se lo trova di fronte. Non c'è colluttazione, come conferma l'esame autoptico.
Tutto ripreso dalle telecamere. Interviene anche una terza persona a placcare l'omicida, mentre la vittima è a terra. Poi Beluli riparte in direzione di Rigutino, dove abita, e viene catturato dalla squadra mobile. Stava telefonando al 112.
Da oggi, giovedì 26 marzo, la famiglia di Gjergj - genitori e tre fratelli - dopo il dissequestri della salma può curare gli aspetti del ritorno in patria del corpo (probabilmente domani, venerdì 27 marzo) e delle esequie. Pergegaj viveva a Frassineto ed è descritto come un bravo ragazzo. Anche lui operaio nell'edilizia come il rivale. Per la famiglia sono giorni di inconsolabile dolore.
Prosegue l'inchiesta. Finora l'omicida si è avvalso della facoltà di non rispondere. Lo difende l'avvocato Luca Turchetti.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy