Arezzo
Negli ultimi due anni diversi colpi nelle aziende orafe aretine (foto di fantasia)
Un tavolo sulla sicurezza che si è trasformato in un patto. La riunione convocata dal prefetto di Arezzo, Clemente Di Nuzzo, non è rimasta un incontro di facciata: attorno allo stesso tavolo si sono seduti il procuratore capo della Repubblica, il presidente della Camera di Commercio Arezzo–Siena, i vertici provinciali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza e i rappresentanti della Consulta Orafa aretina. L'obiettivo: costruire una risposta concreta all'ondata di furti che ha colpito le aziende del distretto. L'incontro è il secondo in poco più di un mese (il precedente si era tenuto il 12 marzo) e il fatto stesso che si sia tornati a riunirsi così in fretta dice molto della preoccupazione che circola nel settore. Il comparto orafo aretino vale miliardi di euro e dà lavoro a migliaia di persone: un bersaglio appetibile, lo sanno bene le bande specializzate che negli ultimi tempi hanno preso di mira magazzini e laboratori della zona.
Un momento della riunione in prefettura
Gli imprenditori non possono tirarsi fuori
Il messaggio più netto lo hanno lanciato il prefetto e il procuratore della Repubblica: la sicurezza non è solo un problema delle forze dell'ordine. "Nessun operatore può ritenersi esonerato da un adeguato contributo alla sicurezza complessiva del distretto", è stato detto con chiarezza. In altre parole: chi custodisce valori importanti ha la responsabilità di proteggerli adeguatamente. Le associazioni di categoria hanno risposto positivamente, impegnandosi a sensibilizzare i propri iscritti affinché adottino le misure emerse dal confronto, dalla revisione degli accessi carrabili al rafforzamento delle porte blindate, passando per la valutazione delle vulnerabilità specifiche di ogni singola azienda in base alla sua ubicazione e ai valori custoditi.
Le forze dell'ordine: "Il dispositivo è già operativo"
Sul fronte dei controlli, il questore e i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno rassicurato che l'attenzione al fenomeno è "assolutamente centrale" e che il presidio del territorio è già strutturato con servizi dedicati e monitoraggio costante delle aree industriali. Non si parte da zero, insomma, ma si vuole alzare ulteriormente l'asticella. Tra le misure prioritarie emerse dal confronto: il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, il miglioramento dell'illuminazione nelle zone produttive e una sinergia più stretta con gli istituti di vigilanza privata. Il prefetto ha anche confermato che le forze dell'ordine sono disponibili ad affiancare imprenditori e associazioni nell'individuare gli strumenti più efficaci per elevare il livello di sicurezza passiva.
Monitoraggio continuo
"La riunione - si legge nel comunicato sull'incontro diramato dalla prefettura - ha confermato la comune consapevolezza che la tutela del distretto orafo, comparto strategico per l’economia del territorio, richiede un approccio condiviso e coordinato fondato sulla collaborazione tra istituzioni, Forze di polizia e operatori economici. La prefettura continuerà a garantire il costante monitoraggio della situazione e a promuovere momenti di confronto con il settore, nella consapevolezza dell’importanza di mantenere un dialogo aperto e costante con il settore orafo al fine di consolidare il sistema di sicurezza complessivo e prevenire fenomeni criminosi".
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