Arezzo
La rimozione delle macerie a Il Matto
Casa esplosa al Matto di Arezzo per una fuga di gpl, i Vigili del fuoco hanno rimosso con la ruspa le macerie per consentire una ulteriore fase delle indagini su cause ed eventuali responsabilità. A tre mesi dallo scoppio - l'esplosione avvenne il 15 gennaio 2026 - l'attività è stata autorizzata dalla Procura della repubblica che sul fatto ha aperto un'inchiesta ancora contro ignoti. L'esplosione, alle 17,20 circa di quel giorno, provocò anche un incendio ed ha distrutto l'abitazione al civico 29 della famiglia Colombi.

Tre persone rimasero coinvolte, una donna ferita in modo serio, due più lievi. L'origine del boato fu subito attribuita a un malfunzionamento dell'impianto domestico alimentato a gpl ma gli approfondimenti tecnici devono fornire spiegazioni. I detriti sono stati tolti dalla sede stradale, ma la via che collega la Sr 71 con Ristradelle resta ancora chiusa alla circolazione per motivi di sicurezza perché l'edificio sventrato dalla deflagrazione è pericolante.
Secondo la ricostruzione il gas fuoriuscito - e si deve capire perché - quel pomeriggio ha formato una miscela infiammabile con l'ossigeno, innescata da una scintilla, provocando scoppio, incendio e crollo parziale della palazzina di due piani. I vigili del fuoco di Arezzo e Cortona operarono per ore spegnendo le fiamme e mettendo in sicurezza l'area, transennata e sequestrata.
Tre persone rimasero ferite: una donna di 76 anni con ustioni sull'80% del corpo, trasportata in elicottero al centro ustionati di Cisanello (Pisa) adesso in una fase di riabilitazione ad Arezzo; la sorella, 70 anni, venne lambita dall'esplosione e rimase choccata, il suo compagno fu scaraventato fuori dal letto: la coppia venne dimessa poco dopo. Non erano in casa in quel momento il figlio disabile della 70enne, che poche ore prima era stato accompagnato all'Istituto di Agazzi, e il figlio della sorella 76enne che era fuori per lavoro. Hanno perso la casa che per essere ristrutturata richiederebbe uno sforzo enorme, sono in difficoltà, supportati da amici, associazioni e servizi sociali. C'erano anche tre cani, che adesso si trovano in una struttura.

Il pm Elisabetta Iannelli ha aperto un'inchiesta per disastro colposo (crollo/incendio colposo): gli esperti esaminano deposito Gpl, tubature e caldaia, in un lavoro complesso volto ad appurare cosa c'è all'origine dello scoppio che poteva provocare una strage. Acquisiti anche documenti sull'impianto, la realizzazione, la manutenzione. Togliendo pietre e detriti si cerca di individuare il punto critico dal quale è avvenuta la fuoriuscita di gas.
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