Televisione
L'interno della villetta di Garlasco e Massimo Giletti
Il delitto di Garlasco, il caso Crans Montana e non solo. Ancora una volta Massimo Giletti a Lo Stato delle Cose torna sui casi più discussi, pronto ad aprire dibattiti e discussioni. Appuntamento in prima serata, stasera sabato 16 febbraio, alle ore 21.20 su Rai 3. Ancora una volta è il caso Garlasco a dominare la scena. L’omicidio di Chiara Poggi continua a produrre interrogativi, riletture e nuovi dettagli. Al centro del dibattito, questa volta, c’è la porta a soffietto che conduce alla cantina di casa Poggi: un passaggio che l’assassino avrebbe dovuto necessariamente utilizzare e che tuttavia non presenta impronte riconducibili ad Alberto Stasi. Un dettaglio tecnico, apparentemente marginale, che però rischia di diventare simbolico. Perché in un processo indiziario ogni assenza pesa quanto una presenza. E quella superficie senza tracce oggi diventa una domanda aperta sulla dinamica del delitto e sulla solidità delle ricostruzioni giudiziarie. A discuterne in studio, una squadra eterogenea di protagonisti e testimoni diretti: il direttore di “Gente” Umberto Brindani, l’ex comandante dei Ris Luciano Garofano, l’avvocato difensore Antonio De Rensis, il genetista Ugo Ricci e il magistrato Stefano Vitelli, che in primo grado assolse Stasi. Un confronto che promette di essere serrato.
Accanto a Garlasco, l’altra ferita aperta è quella di Crans Montana. La tragedia che ha spezzato la vita di giovani vittime continua a generare dolore, rabbia e sospetti. I genitori tornano a far sentire la propria voce, mentre emergono nuove mail inviate alla Procura dal commerciante che fornì gli arredi a Jacques Moretti. In quei messaggi si denuncia un rifiuto esplicito dei Moretti all’acquisto di materiale ignifugo, giudicato “troppo costoso”. Una scelta che, se confermata, assumerebbe un peso drammatico. E che solleva una domanda inquietante: perché queste comunicazioni non sono state incluse negli atti dell’inchiesta? È una semplice omissione o il segno di una sottovalutazione più profonda? Anche su questo fronte, lo studio si trasforma in un luogo di confronto e denuncia, con la presenza del direttore il Giornale Tommaso Cerno e del giornalista svizzero di Tele Ticino Marco Bazzi.
Al centro della serata, come di consueto, anche La versione di Michele Santoro, lo spazio dedicato all’analisi dei principali fatti nazionali e internazionali. Un segmento che nel tempo ha trasformato il programma in una sorta di agorà contemporanea, dove informazione, politica e tensione civile si intrecciano senza filtri. Ancora una volta Santoro dirà le sue opinioni senza troppi peli sulla lingua, come del resto ha abituato i telespettatori.
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