Domenica 18 Gennaio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

L'esposizione

Il gioiello non solo come ornamento: memoria e intelligenza artificiale iniziano a raccontare chi siamo. Nuove tendenze a Vicenzaoro

I preziosi come sistema culturale, l'orologeria italiana e il quadro congiunturale tra segnali di fiducia e prospettive

Julie Mary Marini

18 Gennaio 2026, 09:10

Orologio

Al centro di Vicenzaoro anche l'orologeria

Vicenzaoro non è più soltanto una fiera: è diventata un osservatorio privilegiato sul modo in cui il gioiello, l’orologio e l’intera filiera del prezioso stanno riscrivendo il proprio linguaggio. La seconda giornata dell’edizione January lo ha dimostrato con chiarezza, sabato 17 gennaio, mettendo in scena un dialogo serrato tra cultura, tecnologia, memoria e mercato, in un equilibrio sempre più complesso tra tradizione e futuro. Ad aprire la giornata è stato Coded Couture, Il gioiello come codice culturale nell’era dell’Intelligenza Artificiale, un momento che ha segnato uno scarto concettuale netto rispetto all’idea classica di ornamento. Guidato da Paola De Luca, direttrice creativa e co-founder di Trendvision Jewellery + Forecasting, l’incontro ha proposto una rilettura radicale del gioiello contemporaneo: non più oggetto statico, ma sistema codificato, archivio dinamico capace di custodire storie, rituali e dati, muovendosi con naturalezza tra fisico e digitale. In questa nuova visione il design non si limita all’estetica, ma viene “scritto” attraverso informazioni biometriche e personali, trasformando il gioiello in un’estensione biologica e digitale dell’individuo. Memorie affettive ed eredità culturali si condensano così in geometrie complesse, supportate da tecnologie come la blockchain, che rendono ogni pezzo un talismano di memoria potenzialmente eterna. Il gioiello vive una doppia esistenza: è materia sulla pelle e, allo stesso tempo, asset digitale in continua evoluzione, capace di superare i limiti tradizionali della fisicità.

All’interno di questo scenario sono state presentate anche le tendenze per la primavera-estate, che raccontano un settore sempre più attento al senso e non solo alla forma. Couture Essentials riporta l’eleganza nei gesti quotidiani, Layered Codes celebra l’adattabilità come nuova libertà creativa, Natural Allure si ispira alla forza quieta del mondo naturale, mentre Elevated Core riduce il design alla sua essenza più pura. Quattro traiettorie diverse, accomunate da una ricerca di autenticità che va oltre la moda.

A Vicenzaoro le nuove tendenze del gioiello

Parallelamente, Vo Vintage ha confermato il proprio ruolo di spazio culturale oltre che commerciale. La seconda giornata ha ospitato Gli stati generali del vintage, un confronto tra alcuni dei principali protagonisti italiani del settore del segnatempo e del gioiello d’epoca. Moderato da Michele Mengoli, direttore responsabile di Watch Insanity, insieme all’editore Jacopo Giudici e a Bruno Bergamaschi, co-founder di Watchouse, il panel ha riunito dealer come Marco Cesari, Andrea Foffi, Stefano Mazzariol, Tony Musumeci e Antonio Nocco. Dal dibattito è emerso con forza come l’interesse per il vintage si stia orientando sempre più verso pezzi rari e di nicchia, una tendenza alimentata anche dalla crescente attività divulgativa di esperti e appassionati sui social media. Il pubblico si amplia, si ringiovanisce e mostra una sensibilità nuova verso marchi meno conosciuti e prodotti originali, superando progressivamente anche le tradizionali distinzioni di genere nella scelta degli orologi.

Nel primo pomeriggio, lo sguardo si è spostato sulla storia, con la presentazione del volume Storia dell’orologeria italiana. Dal ’300 alla rinascita del Made in Italy di Ugo Pancani. Moderato dal vicedirettore di Rai News Luigi Monfredi, l’incontro ha raccontato il contributo italiano allo sviluppo dell’orologeria mondiale attraverso un percorso che intreccia arte, scienza, letteratura e artigianato. Pancani ha spiegato come la sua opera nasca dal desiderio di riportare alla luce le eccellenze italiane che, dal Trecento ai giorni nostri, hanno lasciato un segno profondo nella meccanica del tempo. Non a caso, lo spunto iniziale è nato proprio a Vicenzaoro, davanti a un orologio osservato in una passata edizione di Vo Vintage. Accanto all’autore sono intervenuti Carlo Maria Ceppi e Carlo Fontana, due figure di riferimento dell’orologeria italiana contemporanea, a sottolineare il legame tra passato e presente. A fare da cornice a questa intensa giornata, anche la riflessione economica. In occasione dell’inaugurazione, il Club degli Orafi Italia e Intesa Sanpaolo hanno presentato un’analisi sugli scenari macroeconomici e settoriali della filiera orafa italiana. Il comparto si muove in un contesto internazionale complesso, che condiziona le dinamiche di mercato, ma continua a mantenere un ruolo di primo piano in Europa, con esportazioni che raggiungono gli 8,1 miliardi di euro. Le aspettative per il 2026 sono improntate alla cautela, sebbene una parte delle imprese preveda una crescita del fatturato e rimanga una discreta propensione agli investimenti. Con circa 76 mila addetti, il settore guarda all’integrazione della filiera e alla valorizzazione del turismo come leve strategiche di medio periodo. Vicenzaoro January, ancora una volta, si conferma così come un crocevia in cui il gioiello e l’orologio non raccontano solo il lusso, ma riflettono i cambiamenti profondi della società, dell’economia e del modo stesso in cui attribuiamo valore al tempo, alla memoria e all’identità.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie