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Toscana guida d’Italia delle mani e dei saperi: dieci produzioni candidate al marchio di Indicazione geografica artigianale

Giuseppe Silvestri

29 Gennaio 2026, 15:29

Toscana guida l’Italia delle mani e dei saperi: dieci produzioni candidate alle Indicazioni geografiche artigianali. C'è anche la gioielleria

Dalla Toscana dieci richieste di riconoscimento per i prodotti artigiani

La Toscana si conferma ancora una volta laboratorio avanzato dell’identità produttiva italiana. È la regione che più di tutte emerge nel nuovo percorso di riconoscimento delle Indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali, collocandosi al primo posto a livello nazionale per numero di produzioni individuate dalle Camere di Commercio e candidabili a ottenere la certificazione. Un dato che non è soltanto statistico, ma racconta la profondità di un legame storico tra territorio, saper fare e valore economico. Sono settantuno le produzioni locali accompagnate dalle Camere di commercio nel percorso di qualificazione e potenzialmente candidabili al riconoscimento. Il dato è stato illustrato da Unioncamere nel corso dell’audizione davanti alla IX Commissione permanente del Senato, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo sulla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti non agroalimentari. Le settantuno produzioni rappresentano solo una parte di un patrimonio più ampio: secondo le stime delle associazioni di categoria, le tipicità potenzialmente interessate sarebbero circa duecentocinquanta.


Giuseppe Tripoli, segretario Unioncamere

Il provvedimento in discussione segna un passaggio cruciale. Come ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, si tratta di uno strumento destinato a rafforzare la tutela e la valorizzazione delle produzioni artigianali e industriali, collocando queste denominazioni all’interno del perimetro della proprietà industriale. Un cambio di prospettiva che riconosce valore giuridico a ciò che per secoli è stato trasmesso attraverso la manualità, la tradizione e il sapere locale. Il quadro che emerge restituisce una fotografia articolata del Paese. I settori maggiormente rappresentati sono quelli delle pietre e dei marmi, della ceramica e della terracotta, del tessile, della lavorazione del legno e dei metalli preziosi e della gioielleria. Il Centro Italia e il Nord-ovest mostrano la concentrazione più alta di tipicità artigianali e industriali, mentre il Sud e le Isole contribuiscono con produzioni di forte valore identitario. Il Nord-est presenta numeri più contenuti, ma comunque significativi per qualità e radicamento territoriale.

In questo contesto la Toscana si distingue nettamente, con dieci produzioni candidabili, davanti alla Lombardia che ne conta nove. Un primato che riflette la straordinaria densità di competenze artigianali presenti nella regione, dalla lavorazione della pietra alle manifatture artistiche, dal tessile alle lavorazioni tradizionali che hanno reso il territorio toscano riconoscibile nel mondo. Anche a livello provinciale emergono specializzazioni fortemente caratterizzanti in diverse parti d’Italia. Bergamo si distingue per il numero di produzioni legate al settore delle pietre e dei marmi, mentre Genova, Cosenza e Cagliari rappresentano esempi significativi di come artigianato artistico, lavorazione dei metalli, gioielli e tessuti possano diventare espressione distintiva di un territorio. Sono realtà diverse tra loro, accomunate dalla capacità di trasformare risorse locali e tradizioni storiche in valore economico e culturale.

Per la Toscana, questo percorso non è solo un riconoscimento formale, ma l’opportunità di consolidare un modello in cui il territorio diventa garanzia di qualità, autenticità e competitività. Le Indicazioni geografiche artigianali e industriali aprono così una nuova stagione, in cui il patrimonio produttivo locale non viene solo raccontato, ma finalmente protetto e riconosciuto come parte integrante dell’identità economica del Paese. Siamo soltanto nella fase iniziale del processo. Il passaggio al Senato è funzionale per stabilire la normativa per il percorso attuativo. Poi spetterà alle produzioni stesse, tramite le associazioni di categoria, avviare le pratiche per candidarsi all'ottenimento del riconoscimento. 

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