I mercati
Improvvisa caduta del prezzo dell'oro
E arrivò il giorno della caduta dell'oro. Era inevitabile. La stragrande maggioranza degli osservatori ne era fermamente convinta e l'aveva ripetuto allo sfinimento. Dopo settimane di corsa inarrestabile, il mercato ha frenato bruscamente. Nella mattinata di giovedì 29 gennaio il metallo giallo aveva aggiornato ancora una volta i massimi storici, spingendosi poco sotto la soglia dei 5.600 dollari l’oncia, ma l’apertura delle trattative ha segnato un improvviso cambio di passo. Il prezzo spot ha infatti accusato un violento scivolone, arrivando a perdere fino al 7% e riportandosi in area 5.200 dollari.
L'oscillazione dei prezzi crea inevitabilmente anche azioni speculative
Il movimento ha interrotto un trend fortemente rialzista che aveva caratterizzato l’intera settimana. Alimentato dai timori legati alle tensioni geopolitiche e da una domanda crescente di beni rifugio, l’oro aveva messo a segno un’accelerazione impressionante, passando da livelli prossimi ai 4.700 dollari fino a superare stabilmente la fascia compresa tra 5.300 e 5.500 dollari l’oncia, con una sequenza di nuovi record storici e un momento tecnico estremamente solido. Un andamento simile aveva coinvolto anche l’argento, trascinato dallo stesso clima di avversione al rischio.
Il metallo bianco aveva toccato in giornata nuovi massimi a quota 120 dollari, prima di ripiegare rapidamente e stabilizzarsi poco sopra i 110 dollari, confermando un quadro di forte nervosismo su tutto il comparto dei metalli preziosi. La violenta oscillazione riporta quindi al centro il tema della volatilità estrema, soprattutto sull’argento, e rafforza l’invito alla prudenza in una fase di mercato in cui l’equilibrio tra ricerca di sicurezza e ritorno dell’appetito per il rischio appare sempre più fragile.
Cosa devono aspettarsi i mercati nei prossimi giorni? Impossibile prevederlo
Il trend è stato confermato anche all'inizio delle contrattazioni della giornata di venerdì 30 gennaio. Il valore per grammo ha perso ulteriormente, fino a scendere sotto ai 140 euro per grammo. Dalla soglia dei 150 euro per grammo della mattinata di giovedì 29 gennaio, in 24 ore si è quindi passati ai 139 euro. Un balzo indietro di oltre 10 euro per grammo. Un'oscillazione, ripetono gli esperti, che sta nelle cose e che dai più esperti era attesa. Cosa ci si deve attendere nei prossimi giorni? Impossibile fare una previsione attendibile. C'è chi sostiene che si tratti soltanto di un calo momentaneo e che il prezzo riprenderà a salire, soprattutto in considerazione della situazione politica internazionale e della precaria salute del dollaro, e chi invece è convinto che non è pensabile che il metallo prezioso continui ad aumentare a prescindere.
La risposta, come sempre, arriverà dal mercato. Negli ultimi decenni mai come in questa fase l'attenzione era stata concentrata sull'oro. Del resto mai nel dopoguerra c'erano state tensioni così forti tra gli Stati Uniti e l'Europa e focolai di guerra tanto intensi. Elementi che contribuiscono con decisione all'aumento del prezzo che a sua volta innesca inevitabilmente azioni speculative, proprie di qualsiasi mercato.
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Le tensioni internazionali incidono in maniera determinante sulle contrattazioni
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