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I mercati

Gioielli a rischio mercato sottopagato. Gli affari dei Compro Oro e le precauzioni da prendere. L'avviso del Codacons

Giro miliardario, ma valutazioni non sempre adeguate. Massima attenzione

Julie Mary Marini

03 Febbraio 2026, 05:52

Gioielli a rischio mercato sottopagato. Gli affari dei Compro Oro e le precauzioni dai prendere. L'avviso dei consumatori

I Compro oro tornano a fare grandi affari. Con l'elevato prezzo del metallo prezioso in molti decidono di vendere gioielli e preziosi per fare cassa, ma mentre le vetrine promettono valutazioni vantaggiose e liquidità immediata, il rischio concreto per i cittadini è quello di cedere collane, anelli e bracciali a prezzi ben lontani dal loro reale valore. Un terreno scivoloso, dove l’asimmetria di informazioni tra operatori e consumatori può trasformarsi facilmente in condizioni svantaggiose. È in questo contesto che il Codacons in Toscana lancia un allarme ai cittadini. In regione il numero di esercizi Compro oro è cresciuto in modo capillare e, complice l’impennata delle quotazioni, aumenta il flusso di persone decise a disfarsi di monili inutilizzati in cambio di contanti. Proprio il momento favorevole del mercato, avverte l’associazione dei consumatori, è quello in cui occorre prestare la massima attenzione.

Troppo spesso le offerte economiche non sono all'altezza

Il primo errore, spiegano dal Codacons, è presentarsi impreparati. Prima di entrare in un Compro oro è fondamentale pesare autonomamente l’oggetto che si intende vendere e verificare le quotazioni giornaliere dell’oro, assicurandosi che siano espresse in grammi e non in once, un dettaglio che può rendere meno trasparente il confronto. È altrettanto importante controllare la presenza del punzone con l’indicazione dei carati, che misura la purezza del metallo. Le quotazioni ufficiali fanno riferimento all’oro puro a 24 carati, mentre la maggior parte dei gioielli in circolazione è a 18 carati: una differenza sostanziale che incide direttamente sul prezzo finale. Il colore del metallo non ha alcuna rilevanza, conta solo la quantità effettiva di oro puro contenuta nel monile. Durante la valutazione, l’esercente è tenuto a pesare l’oggetto davanti al cliente con una bilancia di precisione e a formulare l’offerta sulla base del peso in grammi. Il prezzo proposto include una commissione, lo spread, che remunera l’attività del negozio e che, secondo il Codacons, si colloca mediamente tra il 15% e il 25%. Una percentuale che, se non chiaramente esplicitata, può ridurre in modo significativo il guadagno per il venditore.

Proprio per questo l’associazione raccomanda di non accettare mai la prima proposta e di farsi sempre rilasciare un preventivo scritto, confrontando più offerte nella stessa area. Le differenze tra un Compro oro e l’altro, avverte il Codacons, possono essere anche molto marcate, soprattutto nei periodi di forte volatilità del prezzo del metallo prezioso. Ultimo, ma decisivo, il richiamo alla legalità: è indispensabile rivolgersi esclusivamente a esercizi autorizzati e iscritti nel registro degli operatori professionali in oro. Un passaggio che tutela il consumatore e riduce il rischio di pratiche scorrette in un settore che, nei momenti di massimo valore dell’oro, diventa anche quello più esposto ad abusi.

L'aumento delle quotazioni dell'oro ha spinto molto a vendere preziosi e ricordi

Il mercato dei Compro oro in Italia rappresenta un segmento economico di grande rilievo, soprattutto in un contesto in cui le quotazioni dell’oro sui mercati internazionali restano ai massimi storici. Secondo le stime di Redattore sociale, il giro d’affari annuo complessivo delle attività di compravendita di oro usato nel nostro Paese si aggira attorno ai 7 miliardi di euro, con ogni negozio che può fatturare mediamente tra i 300 mila e i 350 mila euro all’anno. Si tratta di cifre che evidenziano l’importanza economica di questo comparto, che risulta tra i più dinamici della piccola impresa commerciale italiana. Il numero di operatori presenti sul territorio è significativo: solo in Toscana si contano decine e decine di punti vendita specializzati, dislocati in tutte le province.

La forte domanda di oro usato e l’aumento delle transazioni hanno portato anche ad un incremento dell’offerta di servizi dedicati, ma hanno al tempo stesso sollevato preoccupazioni sulla trasparenza e sulla regolamentazione del settore. Un dossier recente ha rilevato che su circa 5 mila negozi Compro oro in Italia, solo una frazione è iscritta all’Albo degli operatori professionali del settore istituito dalla Banca d’Italia, con il resto delle attività che operano in un quadro normativo ritenuto da alcuni osservatori poco rigoroso

Sempre massima attenzione e soltanto negozi in regola

Questi numeri mostrano come il fenomeno sia ampio e radicato: un settore da miliardi di euro dove, soprattutto in periodi di prezzi dell’oro in rialzo, aumentano sia le transazioni individuali sia il numero di esercizi commerciali che offrono questo servizio. Tuttavia, la crescita non è priva di criticità: la mancanza di regole uniformi e di controlli efficaci può esporre i consumatori a valutazioni non sempre vantaggiose e mette in evidenza la necessità di più trasparenza e vigilanza da parte delle autorità competenti.

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