Il lusso
Pezzi della nuova collezione (Foto da sito Tiffany)
Nella complessa e sempre intensa battaglia del lusso, la gioielleria interpreta un ruolo fondamentale. La ricerca del monile perfetto, in grado di catturare l'attenzione di chi non ha problemi di portafoglio e investimenti, è continua. In questa intensa sfida, Tiffany & Co torna ciclicamente a interrogare la propria storia per reinventarla. Un dialogo costante tra memoria e visione, che quest'anno si rinnova con Bird on a Pearl, nuova capsule di alta gioielleria che raccoglie l’eredità poetica della celebre Bird on a Rock e la trasforma in un racconto ancora più raro, intimo e prezioso. Dopo il successo della collezione Love Birds, la Maison americana rilancia seguendo lo stesso filo estetico: quello tracciato nel 1965 da Jean Schlumberger, genio visionario capace di fondere natura, fantasia e rigore formale.

Anche Bird on a Pearl nasce come reinterpretazione di quella spilla iconica, ma lo fa spostando il baricentro narrativo sulle perle naturali d’acqua salata, considerate da sempre il vertice assoluto della gemmologia. Schlumberger, nato nel 1907 in una famiglia dell'Alsazia che si occupava di tessile, si dimostrò abile disegnatore già da bambino. Iniziò disegnando bottoni e bijoux per Elsa Schiapparelli fino agli anni Cinquanta, quando il presidente di Tiffany gli chiese di entrare nella Maison come vicepresidente. E' considerato l'uomo che ha realizzato alcuni tra i principali gioielli del ventesimo secolo, indossati dalle donne più importanti del mondo.

A guidare il nuovo capitolo Tiffany è Nathalie Verdeille, responsabile dell'ufficio artistico della maison, che ha costruito la collezione partendo da un patrimonio quasi mitologico: le perle provenienti dalla collezione privata di Hussein Al Fardan, considerato una delle massime autorità mondiali nel campo delle perle naturali d’acqua salata. Un privilegio rarissimo, concesso a una sola maison al mondo, che rende questa capsule un unicum anche sul piano storico e collezionistico. Ogni gioiello nasce attorno a una perla irripetibile per forma, colore e lucentezza. Non si tratta di semplici elementi decorativi, ma di veri nuclei narrativi, attorno ai quali prende forma l’intera architettura del pezzo. Per il 2026, la collezione introduce inoltre un’innovazione destinata a diventare firma: la testa dell’uccellino è realizzata in zaffiro stellato, selezionato per l’intensità cromatica e per l’effetto ottico a stella, che dona profondità e movimento alla figura.

In alcune creazioni, lo zaffiro dialoga con rari diamanti fancy, integrati con precisione millimetrica nella sagoma del volatile. In una delle spille più spettacolari, l’uccellino in pavé di diamanti, con testa in zaffiro stellato, si posa su una perla barocca naturale bianca di oltre 18 carati. Un altro gioiello simbolo della capsule è un pendente dominato da una perla grigio-bruna di oltre 29 carati, tra le più grandi dell’intera collezione, capace di concentrare in sé peso, luce e prestigio. Il momento forse più alto della narrazione arriva però con la spilla Bird on a Pearl unica nel suo genere, ispirata a un modello d’archivio di Schlumberger risalente alla metà del Novecento.
La nuova interpretazione conserva gli elementi chiave dell’originale, comprese le fiamme in oro, ma ruota attorno a una perla barocca naturale marrone-aranciato chiaro e bianca di oltre 36 carati. La sua forma irregolare ha imposto agli artigiani una progettazione estremamente complessa, culminata in una montatura capace di garantirne stabilità assoluta senza comprometterne l’estetica. La spilla, realizzata in oro giallo e platino, è ulteriormente impreziosita da rubelliti cabochon nella parte superiore, che amplificano le sfumature calde della perla e ne valorizzano la tridimensionalità. Un esercizio di equilibrio perfetto tra virtuosismo tecnico e sensibilità artistica.

Con Bird on a Pearl, Tiffany & Co. non si limita a proporre una nuova collezione di alta gioielleria. Costruisce piuttosto un manifesto di continuità creativa, in cui la tradizione non viene celebrata come reliquia, ma utilizzata come materia viva. Le perle, gli zaffiri stellati, i diamanti fancy e il disegno dell’uccellino diventano strumenti di un racconto che parla di tempo, rarità e identità. È in questa capacità di trasformare la memoria in visione contemporanea che si riconosce, ancora una volta, la forza della Maison: fare dell’eccellenza artigianale non solo un esercizio di lusso, ma una forma di cultura.
Ma i prezzi? Ovviamente parliamo di gioielli di altissima gamma. Si parte dagli 8 mila euro del wings rolo in platino con diamanti, si sale ai quasi 22 mila euro del dell'anello bird in platino e oro con diamanti, si arriva ai 36 mila degli orecchini con lo stesso disegno, ma la collezione propone anche la spilla con turchesi e diamanti a 109 mila, la collana di platino e oro con tanzanite e diamanti a 453 mila euro, l'anello wrap in platino e oro con turchesi e diamanti a 143 mila euro. Ovviamente più le pietre sono considerate rare e uniche, più il prezzo sale. Gioielli che pochissime donne possono permettersi di indossare e che contribuiscono a dare vita a quella battaglia del lusso tra poche maison che cercano in tutti i modi di rapire l'attenzione e la voglia di acquistare di chi ha la possibilità di vivere in un mondo economico diverso.
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