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Valdichiana

L'agricoltura ha bisogno dell'acqua di Montedoglio. L'azienda Peruzzi: "Colture fuori terra a rischio, servono risorse idriche di qualità"

Regione, Consorzio e Comune ascoltano le realtà del territorio. L'appello di un'impresa leader

Julie Mary Marini

22 Febbraio 2026, 10:18

L'agricoltura ha bisogno dell'acqua di Montedoglio. L'azienda Peruzzi: "Colture fuori terra a rischio, servono risorse idriche di qualità"

La visita all'interno dell'azienda agricola Peruzzi

Le realtà più innovative della Valdichiana aretina guardano con crescente attenzione alla diga di Montedoglio come soluzione strategica per garantire continuità produttiva e sostenibilità. Nonostante la buona performance dei primi due mesi del 2026, con piogge cumulate di oltre 200 mm e fiumi con portate superiori alle medie del periodo, la preoccupazione resta alta. Così da Castiglion Fiorentino, nel cuore della Valdichiana, arriva un nuovo appello. Nelle grandi serre dell’azienda agricola Peruzzi crescono senza sosta fragole, zucchine, broccoli, insalate e numerosi altri ortaggi, coltivati con tecniche all’avanguardia, orientate al risparmio idrico e alla qualità.

È proprio questa realtà innovativa, che ha investito con decisione nelle colture fuori terra, a lanciare una richiesta chiara: “Abbiamo bisogno dell’acqua di Montedoglio”. Il messaggio è stato ribadito da Mauro e Alessio Peruzzi, padre e figlio alla guida dell’azienda, alla presidente del consiglio regionale, Stefania Saccardi, in visita in Valdichiana insieme ai vertici del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, alla consigliera regionale Roberta Casini e all’assessora del Comune di Castiglion Fiorentino, Francesca Sebastiani.

Un altro momento della visita alla Peruzzi

Chiediamo la possibilità di utilizzare l’acqua di Montedoglio: è fondamentale trovare le risorse per collegare la nostra impresa e le altre aziende della zona alla diga”, ha dichiarato Alessio Peruzzi, evidenziando le crescenti difficoltà di approvvigionamento dovute a stagioni sempre più calde e siccitose. L’invaso più grande dell’Italia centrale rappresenta una prospettiva concreta anche per la qualità della sua acqua. “Per le colture fuori suolo è una risorsa determinante” – ha aggiunto Mauro Peruzzi – perché presenta caratteristiche di conducibilità nettamente migliori rispetto all’acqua prelevata dai pozzi, che necessita di trattamenti e correttivi prima di essere utilizzata. “Questo metodo di coltivazione – ha sottolineato Stefania Saccardi – rappresenta un esempio di uso razionale dell’acqua e del territorio: è innovativa, ma al tempo stesso conserva le tradizioni e il valore dei nostri prodotti”.

Uno scorcio delle coltivazioni

L’incontro ha ribadito l’importanza strategica della disponibilità di risorse idriche a costi sostenibili per l’agricoltura dell’area di Castiglion Fiorentino, “un territorio che fonda la propria identità su produzioni di qualità”, ha voluto sottolineare l’assessora Sebastiani, ricordando che il tema è stato al centro anche di un recente incontro tra Comune e imprese agricole. “Il Consorzio di Bonifica è impegnato da anni nella ricerca di finanziamenti per dare forma ai distretti irrigui e completare le reti di distribuzione dell’acqua di Montedoglio. L’obiettivo è ampliare l’accesso alla risorsa idrica e garantirne l’uso a prezzi sostenibili”, ha precisato la presidente Stefani. “Il nostro compito – ha concluso Casini – è ascoltare le esigenze delle aziende, farle arrivare in Regione e portarle ai tavoli istituzionali per individuare risorse e politiche adeguate. Mai come ora l’agricoltura ha bisogno di risposte certe e in tempi rapidi”.

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